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Il romanzo del Risorgimento

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Edited By Claudio Gigante and Dirk Vanden Berghe

Allo sviluppo della coscienza nazionale italiana nell’Ottocento la narrativa ha dato un contributo importante.
Componente centrale della maggior parte delle opere letterarie discusse in questo volume è quel «sistema simbolico» che ha potuto agevolare la spinta all’azione politica, terminata con la costruzione dello stato unitario. Ma la tematica risorgimentale è indagata qui anche attraverso gli scritti di autori francesi, belgi e olandesi coevi, senza dimenticare la rappresentazione degli ideali e delle speranze del Risorgimento così come li ha espressi la narrativa in anni vicini al 150 o anniversario dell’Unità.
Le ricerche raccolte in questa silloge sono state presentate al Convegno Internazionale «Il romanzo del Risorgimento», tenutosi a Bruxelles dal 4 al 6 maggio 2010. Venti studiosi vi hanno discusso i risultati delle proprie indagini intorno ai rapporti tra gli intellettuali italiani ed europei e le varie fasi del processo di unificazione italiana.

Questo volume è stato sottoposto a una doppia revisione paritaria anonima.

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SEZIONE I - Preliminari

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SEZIONE I Preliminari 13 Ortis Christian DEL VENTO Il mito di Foscolo fu probabilmente tra i meno consensuali del Risorgimento. Esso si rivelò infatti meno federatore di quello di Dante al quale, ironia della sorte, proprio l’autore dell’Ortis aveva dato un contributo fondamentale: in occasione del centenario del 1865, infatti, nel «Gran Padre Alighier» avrebbero finito col riconoscersi facilmente sia i cattolici integralisti, per cui era il grande poeta della cristianità medievale; sia i moderati, che leggevano nell’oscura profezia del Veltro quella ben più luminosa e concreta dell’unificazione della penisola sotto la guida di Vittorio Emanuele II; sia, infine, gli esponenti della Sinistra Storica, che attraverso Mazzini avevano ereditato proprio l’inter- pretazione foscoliana, di gusto machiavelliano, del «ghibellin fuggiasco»1. Al contrario, il mito del primo patriota esule del Risorgimento, consacrato da Cattaneo in quell’autunno del 1860 che vedeva infine realizzato il sogno di un’intera generazione che per l’unificazione della penisola aveva lottato e sofferto («E così Ugo Foscolo diede alla nuova Italia una nuova istituzione: l’ »)2, non fu mai condiviso pacificamente e si trasformò nel terreno di una battaglia ideale che oltrepassò il mero contesto letterario3. 1 Si veda C. Dionisotti, «Varia fortuna di Dante», in Id., , Torino, Einaudi, 1977, pp. 255-303, in particolare le pp. 278- 286, e, per una sintesi, E. Irace, , Bologna, Il Mulino, 2003, pp. 150-164. 2 C. Cattaneo, , Milano, Edizioni del Politecnico, 1861. La chiosa di Cattaneo, posta a commento della scelta di Foscolo di abbandonare l’Italia nel marzo del 1815 e divenuta...

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