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Il romanzo del Risorgimento

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Edited By Claudio Gigante and Dirk Vanden Berghe

Allo sviluppo della coscienza nazionale italiana nell’Ottocento la narrativa ha dato un contributo importante.
Componente centrale della maggior parte delle opere letterarie discusse in questo volume è quel «sistema simbolico» che ha potuto agevolare la spinta all’azione politica, terminata con la costruzione dello stato unitario. Ma la tematica risorgimentale è indagata qui anche attraverso gli scritti di autori francesi, belgi e olandesi coevi, senza dimenticare la rappresentazione degli ideali e delle speranze del Risorgimento così come li ha espressi la narrativa in anni vicini al 150 o anniversario dell’Unità.
Le ricerche raccolte in questa silloge sono state presentate al Convegno Internazionale «Il romanzo del Risorgimento», tenutosi a Bruxelles dal 4 al 6 maggio 2010. Venti studiosi vi hanno discusso i risultati delle proprie indagini intorno ai rapporti tra gli intellettuali italiani ed europei e le varie fasi del processo di unificazione italiana.

Questo volume è stato sottoposto a una doppia revisione paritaria anonima.

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SEZIONE III - Sguardo d'Oltralpe

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SEZIONE III 193 Sabina GOLA Nel 1852, la contessa Marie-Henriette-Octavie de Lalaing1, spe- cialista di letteratura italiana e traduttrice di poeti e prosatori italiani2, pubblicava a Bruxelles una favola allegorica in versi dal titolo 3. Della favola sono protagonisti una «gracile pianta», «tormentata e spiata» – derisa e maltrattata, anelante a una convivenza pacifica con gli altri – facilmente identificabile con l’Italia; un giardiniere, che la invita a non soffrire e a essere paziente, e un rosaio – «arbusto superbo / Che i spessi rami di spine guerniti / Ampiamente stendea» – che le offre amicizia e protezione. Dietro il rosaio poteva celarsi Napoleone III, strategicamente favorevole, com’è noto, alla politica nazionale del Piemonte utile a frenare la reazione dell’Austria, o il Piemonte stesso, monarchico e liberale, che dai moti del 1848 aveva assunto la direzione morale e politica della rivoluzione italiana4. La favola è dedicata agli amici italiani della contessa, che si trovavano in esilio in Belgio a causa della loro partecipazione ai moti rivoluzionari del 1820-1821 e del 1830- 1 Bruxelles 1787-1866. Sull’attività letteraria della contessa, si veda V. Cian, «Vincenzo Gioberti nel Belgio (1834-1845)», nel vol. , a cura di G.C. Buraggi , Torino, Chiantore, 1930, p. 226. 2 M.-H.-O. de Lalaing, , Bruxelles, Hayez, 1844-1846; , Bruxelles, Meline, 1848; , , Bruxelles, s.i.t., 1848. 3 […] [ ], Bruxelles, s.i.t., 1852. 4 Cavour, proprio nel 1852, anno di pubblicazione della favola, era stato nominato capo del governo piemontese. 194 18315. La loro presenza, soprattutto a Bruxelles, e le relazioni da loro intrecciate con le personalità politiche e letterarie belghe pi...

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