Show Less

Il romanzo del Risorgimento

Series:

Edited By Claudio Gigante and Dirk Vanden Berghe

Allo sviluppo della coscienza nazionale italiana nell’Ottocento la narrativa ha dato un contributo importante.
Componente centrale della maggior parte delle opere letterarie discusse in questo volume è quel «sistema simbolico» che ha potuto agevolare la spinta all’azione politica, terminata con la costruzione dello stato unitario. Ma la tematica risorgimentale è indagata qui anche attraverso gli scritti di autori francesi, belgi e olandesi coevi, senza dimenticare la rappresentazione degli ideali e delle speranze del Risorgimento così come li ha espressi la narrativa in anni vicini al 150 o anniversario dell’Unità.
Le ricerche raccolte in questa silloge sono state presentate al Convegno Internazionale «Il romanzo del Risorgimento», tenutosi a Bruxelles dal 4 al 6 maggio 2010. Venti studiosi vi hanno discusso i risultati delle proprie indagini intorno ai rapporti tra gli intellettuali italiani ed europei e le varie fasi del processo di unificazione italiana.

Questo volume è stato sottoposto a una doppia revisione paritaria anonima.

Prices

Show Summary Details
Restricted access

Indice dei nomi 345

Extract

345 Leopardi “inglese” (un Leopardi infermo, poiché sulla nave si è lacerato le mani con la corda, e in contatto con gli esuli patriottici e con altri intellettuali italiani), colpiscono le pagine dedicate al Risorgimento, che mostrano il poeta di Recanati piuttosto scettico sull’impresa repubblicana e perfettamente consapevole che, solo grazie agli appoggi stranieri dati a Carlo Alberto, l’Italia, sotto la monarchia, possa ambire alla propria indipendenza. Anche in questo caso alle critiche ai sabaudi, quasi “obbligate” nell’ambiente degli esuli italiani frequentato da Leopardi, viene contrapposta una visione diversa della situazione, più lucida e meno appassionata, ma non per questo filo-monarchica o anti- repubblicana. Tale punto di vista è ripreso da Antonio Di Pierro, autore del bel libro 30, in cui viene raccontata la cronaca della caduta dello Stato Pontificio e della breccia di Porta Pia. L’autore si era già cimentato con la storia romana nel libro 31, ma probabilmente è in questo romanzo che trova la propria cifra stilistica. L’ultimo giorno del papa è infatti narrato, ora per ora, da un giornalista che attraverso ventiquattro capitoli riesce a trasmettere al lettore la complessità e la confusione del particolare momento storico, nonché i dubbi e le speranze degli Italiani sul futuro della città. Si ha infatti l’impressione che la voce narrante sia ottimista sull’esito della battaglia, ma che i suoi dubbi si riferiscano soprattutto al futuro assetto che prenderà lo stato italiano e alle reazioni internazionali dopo l’aggressione al papa. Accanto alla cronaca del giornalista, riportata in un linguaggio moderno, asciutto, in cui per...

You are not authenticated to view the full text of this chapter or article.

This site requires a subscription or purchase to access the full text of books or journals.

Do you have any questions? Contact us.

Or login to access all content.