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Boccaccio angioino

Materiali per la storia di Napoli nel Trecento

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Edited By Giancarlo Alfano, Teresa D'Urso and Alessandra Perriccioli Saggese

Questo libro è il primo frutto di un programma di ricerca triennale (2011-2013) su Boccaccio angioino. Con questo titolo, i curatori del presente volume intendono sottolineare la necessità di inserire l’attività letteraria di Giovanni Boccaccio dentro il più ampio contesto culturale, storico, politico e artistico del Trecento. Agli autori dei saggi qui raccolti è stata pertanto proposta una riflessione sulla dimensione «angioina» piuttosto che genericamente «napoletana» dell’esperienza boccacciana. L’obiettivo è stato di far convergere i risultati maturati nei diversi ambiti disciplinari – dalla storia dell’arte alla musicologia, dalla filologia romanza alla storia della lingua e della letteratura – in una comune prospettiva di tipo tipologico-culturale, a partire dalla convinzione che le opere d’arte, nella loro determinazione storica, descrivano un certo assetto politico-sociale e determinino una certa proiezione culturale e simbolica collettiva.
L’immagine della città nel Trecento, i suoi monumenti, le dinamiche culturali e le tensioni politiche che l’attraversarono sono l’oggetto dei singoli contributi che il lettore potrà qui trovare, insieme a degli studi dedicati alla cultura letteraria di Boccaccio, ai suoi testi giovanili, al suo rapporto con le opere e con la lingua della dinastia dominante angioina.

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Per la miniatura a Napoli al tempo di Boccaccio: il ms. Lat. Z 10 della Biblioteca Marciana

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Andrea IMPROTA Seconda Università degli Studi di Napoli In due fondamentali interventi sulla miniatura napoletana in età angioina, rispettivamente nel 1969 e nel 1986, François Avril ricostruiva l’attività di un miniatore francese attivo a Napoli e di un suo col- laboratore, attribuendo loro un gruppo di manoscritti miniati omogeneo dal punto di vista stilistico.1 Ai manoscritti individuati dallo studioso se ne aggiunsero altri nel corso degli anni, rintracciati da Carl Nordenfalk, Antonella Putaturo Murano, Alessandra Perriccioli Saggese e Brendan Cassidy.2 Si è andata così definendo gradualmente l’ampia attività a Napoli di una bottega ove operavano miniatori francesi, la cui cultura fi- gurativa è stata dallo studioso francese ricondotta alla Piccardia, un’area della Francia del Nord-Est, verso la quale indirizzano i convincenti confronti con la produzione miniatoria qui sviluppatasi tra il XIII e il XIV secolo. I manoscritti sono in totale dieci, di diverse destinazioni ed argomenti: i Moralia in Job della Biblioteca Municipale di Grenoble (ms. 53)3, un Breviario e l’Opera di Giovanni Crisostomo della 1 Avril F., «Trois manuscrits napolitains des collections de Charles V et de Jean de Berry», in Bibliothèque de l’Ecole des Chartes, CXXVII (1969), p. 291-328; Id., «Un atelier picard à la cour des Angevins de Naples», in Zeitschrift für schweizerische archäologie und kunstgeschichte, XLIII (1986), p. 76-85. 2 Nordenfalk C., Bokmålningar från Medeltid och Renässans i Nationalmusei samlingar, Stockholm, Raben och Sjogren, 1979, p. 82-85; Putaturo Murano A., «Miniature francesi del Duecento e del Trecento alla Biblioteca Nazionale di...

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