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Dalla tragedia al giallo

Comico fuori posto e comico volontario

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Edited By Costantino C.M. Maeder, Gian Paolo Giudicetti and Amandine Mélan

I saggi riuniti in questo libro sono dedicati alla comicità nella letteratura, nella saggistica e nell’opera italiane, in particolare alla comicità fuori posto in opere di Campanile, Guicciardini, Dumas, Ariosto, Gadda, Flaiano, Wolf-Ferrari, Camilleri, Lakhous, Wolf-Ferrari, Verdi, Eco, Svevo e altri. Il comico è in un certo senso sempre fuori posto, un contrasto tra un evento, una frase, una scena inappropriata e un contesto che di per sé non si presta a quell’evento, quella frase, quella scena. Proprio per riflettere su questo contrasto, il libro si sofferma su quei contesti che ancor meno di altri son predisposti ad accogliere il comico e a suscitare una risata: la tragedia del Cinquecento, il genere epistolare, l’opera seria, la saggistica seriosa, il tutto attraverso l’accostamento di approcci diversi: dalla filologia alla semiotica, all’analisi testuale, agli studi culturali. Sorgerà forse al lettore la domanda: sono questi approcci troppo seri per affrontare il tema della comicità, tanto da essere a loro volta fuori posto?

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Che cosa genera l’effetto comico? Fondamenti per un approccio semiotico - Harri Veivo

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25 Che cosa genera l’effetto comico? Fondamenti per un approccio semiotico Harri VEIVO Université Sorbonne Nouvelle – Paris 3 Nella sua accezione principale, attestata dai dizionari di lingue diverse, la nozione di comico è definita come un effetto testuale. È comico ciò che “provoca il riso, o tende a far ridere”1. Si tratta di un fenomeno pragmatico che nasce dall’interazione tra testo e lettura. Il comico, prima di definire un genere o un’opera, designa l’azione provocata dal testo: da qui l’esigenza, quando si studia il comico, di non limitarsi né all’analisi del solo testo senza prendere in considerazione l’effetto prodotto dal testo – cioè il riso –, né all’analisi del solo atto di lettura senza riflettere su ciò che determina il riso – cioè il testo. In effetti, un testo in sé, distaccato dalla sua finalità, dalla dimensione della ricezione, non è comico o tragico, è, semplicemente, morto. Similmente, si può ridere di tutto; il riso può nascere da un testo ma anche da molte altre cose.2 Il comico ha bisogno di un approccio che consenta di studiare i testi in quanto entità intenzionali, in quanto organizzazioni strutturali che mirano a produrre un effetto ben determinato, il riso.3 Tre studi semiotici classici hanno proposto analisi di questo tipo. Le osservazioni di Greimas in Sémantique structurale sulla struttura delle barzellette, l’analisi del personaggio di Charlot proposta da Jan Mukařovský e ripresa da Jurij Lotman, e la teoria della lettura di Umberto Eco, considerata insieme alla sua analisi del racconto di Alphonse Allais Un 1 Cfr. per...

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