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Dalla tragedia al giallo

Comico fuori posto e comico volontario

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Edited By Costantino C.M. Maeder, Gian Paolo Giudicetti and Amandine Mélan

I saggi riuniti in questo libro sono dedicati alla comicità nella letteratura, nella saggistica e nell’opera italiane, in particolare alla comicità fuori posto in opere di Campanile, Guicciardini, Dumas, Ariosto, Gadda, Flaiano, Wolf-Ferrari, Camilleri, Lakhous, Wolf-Ferrari, Verdi, Eco, Svevo e altri. Il comico è in un certo senso sempre fuori posto, un contrasto tra un evento, una frase, una scena inappropriata e un contesto che di per sé non si presta a quell’evento, quella frase, quella scena. Proprio per riflettere su questo contrasto, il libro si sofferma su quei contesti che ancor meno di altri son predisposti ad accogliere il comico e a suscitare una risata: la tragedia del Cinquecento, il genere epistolare, l’opera seria, la saggistica seriosa, il tutto attraverso l’accostamento di approcci diversi: dalla filologia alla semiotica, all’analisi testuale, agli studi culturali. Sorgerà forse al lettore la domanda: sono questi approcci troppo seri per affrontare il tema della comicità, tanto da essere a loro volta fuori posto?

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Il riso fra avventura e lacrime: la Trilogia dei moschettieri di Alexandre Dumas - Clotilde Bertoni

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157 Il riso fra avventura e lacrime: la Trilogia dei moschettieri di Alexandre Dumas Clotilde BERTONI Università di Palermo 1. La trilogia di Dumas composta da Les Trois mousquetaires, Vingt ans après e Le Vicomte de Bragelonne (1844-1850) sembrerebbe, a un primissimo sguardo, escludere senz’altro la comicità.1 Romanzo storico, classico intarsio di eventi immaginari e di eventi autentici disinvoltamente manipolati,2 ma soprattutto romanzo avventuroso, portentosa macchina narrativa, è contraddistinto, innanzitutto, da elementi estranei all’universo comico, anzi con esso apparentemente incompatibili; quelli immancabili nel filone a cui appartiene, il cosiddetto feuilleton: i sentimenti esasperati, i conflitti decisivi, le vicissitudini trascinanti, le sterzate tragiche. E tuttavia, il comico vi gioca un ruolo assai significativo; perché agisce a un livello duplice: non solo prevedibile e legittimo, ma anche imprevisto e abusivo. Innanzitutto, occupa spazi aderenti a modalità ratificate: quelli che contribuiscono alla vivacità e alla gradevolezza della narrazione, constatata dai critici più diversi.3 Ma si insinua anche nelle zone in cui 1 Edizioni e sigle utilizzate: A. DUMAS, Les Trois mousquetaires. Vingt ans après, a c. di G. SIGAUX, Paris: Gallimard, 1962 [TM; VA]; ID., Le Vicomte de Bragelonne, I-II, a c. di C. SCHOPP, Paris: Laffont, 1991 [VB]. 2 Ispirata agli pseudo Mémoires de d’Artagnan di Gatien Courtilz de Sandrars (1700) e a varie altre memorie e cronache, autentiche o romanzate (fra cui i Mémoires di La Rochefoucauld e l’Histoire d’Henriette d’Angleterre di Madame de La Fayette), l’opera è sollecitata, oltre che dall’enorme successo di Walter Scott, anche...

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