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Dalla tragedia al giallo

Comico fuori posto e comico volontario

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Edited By Costantino C.M. Maeder, Gian Paolo Giudicetti and Amandine Mélan

I saggi riuniti in questo libro sono dedicati alla comicità nella letteratura, nella saggistica e nell’opera italiane, in particolare alla comicità fuori posto in opere di Campanile, Guicciardini, Dumas, Ariosto, Gadda, Flaiano, Wolf-Ferrari, Camilleri, Lakhous, Wolf-Ferrari, Verdi, Eco, Svevo e altri. Il comico è in un certo senso sempre fuori posto, un contrasto tra un evento, una frase, una scena inappropriata e un contesto che di per sé non si presta a quell’evento, quella frase, quella scena. Proprio per riflettere su questo contrasto, il libro si sofferma su quei contesti che ancor meno di altri son predisposti ad accogliere il comico e a suscitare una risata: la tragedia del Cinquecento, il genere epistolare, l’opera seria, la saggistica seriosa, il tutto attraverso l’accostamento di approcci diversi: dalla filologia alla semiotica, all’analisi testuale, agli studi culturali. Sorgerà forse al lettore la domanda: sono questi approcci troppo seri per affrontare il tema della comicità, tanto da essere a loro volta fuori posto?

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L’umorismo debordante di Achille Campanile. Spunti per una fenomenologia del comico fuori posto - Pietro Benzoni

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181 L’umorismo debordante di Achille Campanile. Spunti per una fenomenologia del comico fuori posto Pietro BENZONI Université libre de Bruxelles Ci sono regole fatte di sole eccezioni. Sono confermatissime. Achille Campanile I. Quella di comico fuori posto è categoria che, almeno a una prima più generica riflessione, sembra assai sfumata ed elastica; tanto da poter essere riassorbita in quella di comico tout court. E questo, certo, in virtù di una naturale convergenza tra i due concetti – di comico e di fuori posto. Il riso infatti tende a sprigionarsi là dove qualcosa stride, là dove c’è capovolgimento o frattura, là dove schemi, convenzioni e orizzonti d’attesa vengono incrinati o rimessi in discussione da processi di straniamento e spaesamento. Il comico, cioè, tende a spiazzare e a ridefinire; e la nozione di fuori posto è dunque, per molti aspetti, al comico consustanziale. Non a caso il contatto, l’attrito di elementi discordanti (ossia fuori posto gli uni rispetto agli altri) e l’immissione di elementi allotri (ossia fuori posto rispetto al contesto) sono due dei più tipici meccanismi della comicità, nelle sue manifestazioni più disparate. Lo può illustrare bene una prima fugace esemplificazione volutamente eterogenea. La poesia dei crepuscolari è caratterizzata, sul piano lessicale, dal “cozzo dell’aulico col prosaico” (per riprendere una nota formula montaliana); cozzo ironico che trova nella fine del verso un luogo privilegiato in cui manifestarsi, con rime che potremmo chiamare dissonanti / irridenti, perché appunto mettono in cortocircuito vocaboli e concetti prosaici (se non bassi), con altri di natura o registro più elevati...

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