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Dalla tragedia al giallo

Comico fuori posto e comico volontario

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Edited By Costantino C.M. Maeder, Gian Paolo Giudicetti and Amandine Mélan

I saggi riuniti in questo libro sono dedicati alla comicità nella letteratura, nella saggistica e nell’opera italiane, in particolare alla comicità fuori posto in opere di Campanile, Guicciardini, Dumas, Ariosto, Gadda, Flaiano, Wolf-Ferrari, Camilleri, Lakhous, Wolf-Ferrari, Verdi, Eco, Svevo e altri. Il comico è in un certo senso sempre fuori posto, un contrasto tra un evento, una frase, una scena inappropriata e un contesto che di per sé non si presta a quell’evento, quella frase, quella scena. Proprio per riflettere su questo contrasto, il libro si sofferma su quei contesti che ancor meno di altri son predisposti ad accogliere il comico e a suscitare una risata: la tragedia del Cinquecento, il genere epistolare, l’opera seria, la saggistica seriosa, il tutto attraverso l’accostamento di approcci diversi: dalla filologia alla semiotica, all’analisi testuale, agli studi culturali. Sorgerà forse al lettore la domanda: sono questi approcci troppo seri per affrontare il tema della comicità, tanto da essere a loro volta fuori posto?

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Ermanno Wolf-Ferrari e il comico goldoniano sulla scena operistica italiana degli anni Trenta: La Vedova scaltra (1931) e Il Campiello (1936) - Walter Zidarič

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299 Ermanno Wolf-Ferrari e il comico goldoniano sulla scena operistica italiana degli anni Trenta: La Vedova scaltra (1931) e Il Campiello (1936) Walter ZIDARIČ Université de Nantes Rimessi in auge dal Falstaff (1893) verdiano, alla fine di un secolo estremamente serioso nel suo complesso, se osservati, in particolare, attraverso il prisma della scena operistica italiana, il buffo e il comico tornano a interessare compositori e librettisti al volgere del Novecento. L’esordio nel secolo appena cominciato avviene dunque con Le Maschere (1901) di Illica-Mascagni, con cui tale filone viene inoltre ad inserirsi nella scia nazionalistica – inaugurata soltanto un decennio prima da Cavalleria rusticana, del medesimo compositore – la quale produce risultati di rilievo tanto sul versante comico, col recupero di tematiche ed elementi tipici della Commedia dell’arte, quanto su quello melodrammatico più tradizionale che si indirizza, non a caso, tanto per fare un solo esempio, alla poesia di Dante.1 Il caso di Ermanno Wolf- Ferrari è quanto mai unico e singolare nel panorama musicale e operistico italiano del primo Novecento pur inserendosi a pieno titolo, a mio avviso, in questa vena nazionalistica attraverso una speciale fusione con l’universo goldoniano. Infatti, se si escludono le sue prime due opere, l’inedita Irene del 1897 e la sfortunata Cenerentola veneziana del 1900, è a partire dal 1903, a Monaco, che il compositore mette a punto 1 Sul versante drammatico, ad esempio, Francesca da Rimini di D’Annunzio- Zandonai, Parisina d’Este di Mascagni-D’Annunzio e, su quello comico, Gianni Schicchi di Forzano-Puccini. Per un elenco, non esaustivo, dei generi trattati...

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