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«Mutazione delle cose» e «pensieri nuovi»

Saggi su Francesco Guicciardini

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Matteo Palumbo

I saggi qui raccolti riguardano, nel loro insieme, un solo argomento: l’opera di Francesco Guicciardini, osservata da prospettive volta per volta diverse e, insieme, convergenti. Il senso del libro è racchiuso nel titolo: «mutazione delle cose» e «pensieri nuovi». Guicciardini usa, non a caso, per sé e per i suoi contemporanei, l’immagine delle «tenebre», in cui tutti si muovono. Il giudizio degli uomini si fonda unicamente sulla capacità di osservare mille dettagli, prevedere il loro possibile sviluppo, scegliere tra le soluzioni immanenti e incerte la più adeguata, congetturando i molteplici effetti che accompagnano qualunque decisione. Questa smisurata tensione conoscitiva e, insieme, pratica prende in Guicciardini il nome vecchio e nuovo di «discrezione». Il mondo che Guicciardini ha davanti, da qualunque lato lo si osservi, deve essere scrutato fino ai minimi motivi. E per raccontarlo occorrono procedimenti, pensieri e «nomi nuovi».

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3. Storia e scrittura della storia: La vita di Castruccio Castracani

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1. Di fronte al rilievo che ha assunto il complicato rapporto tra storia e scrittura, diventato negli studi machiavelliani, soprattutto durante gli ultimi anni, un terreno fecondo di indagine (dalle «ricerche» di Gian Mario Anselmi agli scavi di Anna Maria Cabrini, per finire alle analisi di Andrea Matucci) non si può che isolare un frammento ben definito, discutendone gli aspetti costitutivi e cercando di intrecciare i dati che esso può offrire con qualche questione più generale. Muovendosi in questa prospettiva, la Vita di Castruccio Castracani sembra suscitare più di un motivo d’interesse: sia per il genere in cui s’inscrive, di matrice biografica e storica, sia per la natura di testo a suo modo sperimentale, che congiunge e separa due momenti distinti della riflessione di Machiavelli. Infatti, giudicata concordemente come un’opera di passaggio (dalla produzione politica a quella canonicamente storiografica; dalla prosa secca e funzionale dei primi anni alla scrittura retoricamente sorvegliata delle ultime opere) essa è stata considerata un prodotto dalle caratteristiche originali, peculiari rispetto a quanto Machiavelli aveva scritto in precedenza. Tra i più recenti e intelligenti interpreti, non sono mancate, però, valutazioni diverse sul modo di intendere le forme di questa originalità. Carlo Dionisotti, in un intervento ancor oggi fondamentale, giudica l’Arte della guerra, la Vita di Castruccio e le Istorie fiorentine unifi- cate dal proposito di rompere l’«isolamento della letteratura fiorentina del primo Cinquecento», e «di accettare e dare battaglia su un terreno retorico, dialogo, biografia, storia, che fosse comune agli emuli e avversari di tutta Italia...

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