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Primo Levi e la chimica delle parole / Primo Levi et la chimie des mots

Edited By Claudio Cicotti, Massimo Malvetti and Francesco Neri

Primo Levi e la chimica delle parole è un titolo che intendeva significare il binomio tra chimica e letteratura il quale ha certamente contribuito a rendere l’opera di Levi fondamentale nel suo genere. Gli atti di questa giornata restituiscono la multiformità della riflessione sviluppatasi nella giornata leviana a Lussemburgo.
Primo Levi et la chimie des mots est un ouvrage qui veut mettre en évidence la binarité entre chimie et littérature qui a certainement contribué à rendre l’œuvre de Levi unique en son genre. Les actes de ce volume présentent la réflexion multiforme qui s’est développée pendant la journée dédiée à Levi au Luxembourg.

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Tre morti, tre alberi (Mario Barenghi)

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21 Tre morti, tre alberi Primo Levi e il senso della testimonianza MaRio baREnghi Università di Milano Bicocca § 1. La morte rappresentata In Se questo è un uomo, resoconto di un anno di prigionia nel luogo dove è stato perpetrato lo sterminio più spaventoso che la storia moderna ricordi, di morte si parla, tutto sommato, poco. La morte costituisce una presenza terrificante, pervasiva e ininterrotta, ma per lo più implicita. Rimane sullo sfondo, come una minaccia che incombe da lontano: o meglio, da una distanza che si evita, nei limiti del possibile, di misurare. Rari sono gli episodi in cui ne abbiamo una rappresentazione diretta, sia sul piano degli avvenimenti (i fatti narrati), sia sul piano del discorso (le parole dei personaggi). Nel capitolo Ka-Be Primo Levi parla del suo ricovero nell’- infermeria del Lager, verso l’inizio della prigionia, per una ferita a un piede; ne seguirà (com’è noto) un secondo, molti mesi più tardi, per una scarlattina che a conti fatti gli salverà la vita. In questo episodio compaiono a un certo punto due SS, un soldato e un ufficiale, con un frustino in mano; insieme al medico compiono un giro tra le cuccette. Ogni tanto l’ufficiale estrae un libretto e segna una crocetta accanto a un numero. In questo modo discreto e composto, senza apparato e senza collera, per le baracche del Ka-Be si aggira ogni giorno la strage, e tocca questo o quello (p. 47)1. La stessa cosa si potrebbe ripetere per l’intero libro. La strage si aggira...

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