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L’«Ortis» e la Francia

Approcci e prospettive

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Edited By Sarah Béarelle and Claudio Gigante

Anche se gli studi degli ultimi decenni sul «noviziato» foscoliano hanno apportato significative acquisizioni – tanto sul versante politico che su quello letterario – manca ancora una «cartografia» dettagliata che prenda in considerazione i diversi versanti e le zone di luce e di ombra sui rapporti tra la cultura francese e Foscolo. Gli autori del presente volume hanno inteso compiere un passo in avanti nell’analisi del rapporto tra l’opera di Ugo Foscolo e la cultura francese concentrandosi, quale punto di partenza per ulteriori necessari approfondimenti, sulle Ultime lettere di Jacopo Ortis. Entrambe le prospettive che si offrivano – la presenza nel romanzo di una complessa trama di letture francesi e l’impatto che le Ultime lettere hanno avuto nella cultura francese dell’Ottocento – sono state prese in considerazione.
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Introduzione: (Sarah Béarelle)

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Anche se gli studi degli ultimi decenni sul “noviziato” foscoliano hanno apportato significative acquisizioni – tanto sul versante politico che su quello letterario –1 manca ancora una “cartografia” dettagliata che prenda in considerazione i multiformi versanti e le zone di luce e di ombra dei rapporti tra la cultura francese e Foscolo. Con il presente volume gli autori hanno inteso compiere un piccolo passo in avanti nell’analisi del rapporto tra l’opera foscoliana e la cultura francese, concentrandosi, quale punto di partenza per ulteriori necessari approfondimenti, sulle Ultime lettere di Jacopo Ortis. Entrambe le prospettive che si offrivano – la presenza nel romanzo di una complessa trama di letture francesi e l’impatto che le Ultime lettere hanno avuto nella cultura francese dell’Ottocento – sono state prese in consi­derazione, nella convinzione che fra i due aspetti della questione esista un sotterraneo trait d’union.

La presenza francese nella formazione di Foscolo è visibile, come è noto, sin dagli anni della sua prima giovinezza: né potrebbe essere stato altrimenti per chi come lui fu portato prestissimo a confrontarsi dal vivo con la cultura e le contraddizioni dell’epoca post-rivoluzionaria. Un punto di partenza obbligato è naturalmente il Piano di studi del 17962: in questa sorta di mappatura del territorio preventivo dei suoi lavori, testimonianza della “frenesia” enciclopedica dell’autore e delle sue tendenze culturali, si intravede la gamma delle fonti costitutive della sua arte e del suo pensiero. Foscolo menziona, nella categoria «Romanzi», il Telemaco di Fénelon e la Nouvell’Heloise (sic) di Rousseau,...

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