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L’«Ortis» e la Francia

Approcci e prospettive

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Sarah Béarelle and Claudio Gigante

Anche se gli studi degli ultimi decenni sul «noviziato» foscoliano hanno apportato significative acquisizioni – tanto sul versante politico che su quello letterario – manca ancora una «cartografia» dettagliata che prenda in considerazione i diversi versanti e le zone di luce e di ombra sui rapporti tra la cultura francese e Foscolo. Gli autori del presente volume hanno inteso compiere un passo in avanti nell’analisi del rapporto tra l’opera di Ugo Foscolo e la cultura francese concentrandosi, quale punto di partenza per ulteriori necessari approfondimenti, sulle Ultime lettere di Jacopo Ortis. Entrambe le prospettive che si offrivano – la presenza nel romanzo di una complessa trama di letture francesi e l’impatto che le Ultime lettere hanno avuto nella cultura francese dell’Ottocento – sono state prese in considerazione.
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Stendhal, Lamartine e Foscolo: (Matteo Palumbo)

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Matteo PALUMBO

Università di Napoli Federico II

1. Per Foscolo, come lui stesso ha più volte ribadito, la novità dell’Ortis, nel panorama del romanzo europeo, era legata alla particolare maniera di fondere, in una sola vicenda, destini privati e fattori storico-politici. Naturalmente non è in discussione, in questa circostanza, la giustezza di una tale tesi. Più utile, invece, è considerare i modi con cui il romanzo era percepito da lettori contemporanei o di una generazione appena successiva e riflettere intorno alle osservazioni di altri letterati di fronte all’opera e al suo significato meglio riconoscibile. Mi limiterò, secondo una tale prospettiva, a due soli esempi. Il primo è il caso di Stendhal; il secondo quello di Lamartine.

Quando Stendhal ritrova Milano nel 1816, la città sta vivendo il passaggio dall’era napoleonica alla stagione della Restaurazione. L’arrivo a Milano costituisce il punto di partenza di quella avventura umana e culturale che è Rome, Naples et Florence en 1817. È il prologo di un viaggio che passa attraverso tutta l’Italia: l’incipit di un cammino che porterà Stendhal a incontrare uomini diversi e a confrontare tra loro stili di vita molteplici ed eterogenei. Ricordo che, nella traduzione italiana, l’edizione di Rome, Naples et Florence en 1817, quasi a richiamare l’importanza che questa elaborazione contiene, ha un sottotitolo accattivante e ben scelto: «il libro con cui nacque Stendhal». Il viaggio, inoltre, consente un’esperienza ancora più rilevante. Permette di conoscere e valutare il ruolo che la letteratura...

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