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L’«Ortis» e la Francia

Approcci e prospettive

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Edited By Sarah Béarelle and Claudio Gigante

Anche se gli studi degli ultimi decenni sul «noviziato» foscoliano hanno apportato significative acquisizioni – tanto sul versante politico che su quello letterario – manca ancora una «cartografia» dettagliata che prenda in considerazione i diversi versanti e le zone di luce e di ombra sui rapporti tra la cultura francese e Foscolo. Gli autori del presente volume hanno inteso compiere un passo in avanti nell’analisi del rapporto tra l’opera di Ugo Foscolo e la cultura francese concentrandosi, quale punto di partenza per ulteriori necessari approfondimenti, sulle Ultime lettere di Jacopo Ortis. Entrambe le prospettive che si offrivano – la presenza nel romanzo di una complessa trama di letture francesi e l’impatto che le Ultime lettere hanno avuto nella cultura francese dell’Ottocento – sono state prese in considerazione.
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L’Ortis di Alexandre Dumas: (Sarah Béarelle)

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← 108 | 109 → L’Ortis di Alexandre Dumas

Sarah BÉARELLE

FRS-FNRS, Université libre de Bruxelles (ULB)

1. Se ci soffermiamo sulla ricezione delle Ultime lettere di Jacopo Ortis in Francia attraverso le traduzioni in lingua francese, un nome ci colpisce immediatamente: Alexandre Dumas. Nel 1839 viene pubblicato presso l’editore parigino Dumont1 – e pochi mesi prima come “prefaçon”2 a Bruxelles, presso l’editore livornese Meline3, Cans & Cie4 – un Jacques Ortis firmato da Dumas padre.

Per quanto si conosca la versatilità del talento dell’autore francese, al tempo stesso drammaturgo, giornalista, romanziere, scrittore di feuilletons, reporter, c’è tuttavia un aspetto nella pletora della sua produzione che non ha suscitato un grande interesse, ovvero i suoi lavori di traduzione. Alla sua attività di traduttore si fa solo brevemente cenno en passant in alcune opere biografiche che consentono di appurare che, nel suo prolifico lavoro, le traduzioni sono: il romanzo Ivanhoé uscito nel 1862; la saga di Robin Hood, cioè Le prince des voleurs e Robin Hood le proscrit, due opere pubblicate postume; e Harold, romanzo che Dumas pubblicò a puntate sul periodico da lui diretto Le Monte-Cristo nel 1857 e di cui interruppe la pubblicazione lasciandolo incompiuto (l’opera non sarà più ristampata)5. L’Invanhoé dumasiano proviene ovviamente dal romanzo di Walter Scott, i due volumi dedicati a Robin Hood sono traduzioni di brani scelti di Robin Hood and Little John, or ← 109 | 110 → the merry men of Sherwood forest di Pierce Egan6 e, per quanto...

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