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Memoria storica e postcolonialismo

Il caso italiano

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Edited By Martine Bovo Romoeuf and Franco Manai

Questa raccolta di saggi si propone di dare un contributo alla discussione attuale sul discorso postcoloniale italiano, cioè quell’insieme di testi incentrati in modo critico sulla Storia coloniale in generale e su quella italiana in particolare. Si tratta di una produzione che, attraverso diversi mezzi di comunicazione, dalla letteratura al cinema, dal teatro al fumetto, dalla televisione ai quotidiani, dalle riviste a internet, ha esplorato percorsi nuovi e si è espressa in svariati generi, spesso mescolandoli: dalle autobiografie alle biografie, dal romanzo storico o neostorico al realismo magico, dal romanzo giallo o noir a quello d’avventura o d’appendice, dalla poesia alla canzone, dal film al documentario, dal fumetto in serie al graphic novel. Allargando lo sguardo al colonialismo interno, con i casi esemplari della Sardegna e della Sicilia, il volume intende dare conto, attraverso la concordia discors dei vari saggi, della direzione che sta prendendo la ricerca oggi in campo postcoloniale.
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Gramsci, Said. Colonialismo, postcolonialismo: L’Occidente e le rivoluzioni islamiche del maggio 2011 (Mario Domenichelli)

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L’Occidente e le rivoluzioni islamiche del maggio 2011

Mario DOMENICHELLI

Università di Firenze

Gramsci e Said

Nei Quaderni dal carcere il termine “colonie” appare poco, anzi, una volta solo nel quaderno ottavo, in relazione all’esuberanza demografica, e all’idea post-risorgimentale, ma anche mussoliniana, che si trattasse di conquistare terra per masse di contadini emigranti. La conclusione di Gramsci però è che «uno stato è colonizzatore non in quanto prolifico, ma in quanto ricco di capitale da collocare al di fuori dei propri confini» (Gramsci 2007, vol. II, Quaderno 8 – XXVIII, 1931–1932: 986). L’assunto si potrebbe discutere a lungo sul filo della storia del colonialismo, finendo forse per dare ragione a Gramsci e alla sua chiave interpretativa, il capitale, per l’appunto. C’è però un altro punto dei Quaderni, il Quaderno 15, in cui Gramsci non parla di colonie, ma di qualcosa che al colonialismo è strettamente connesso:

1)Egemonia della cultura occidentale su tutta la cultura mondiale. Ammesso anche che le altre culture abbiano avuto importanza e significato nel processo di unificazione “gerarchica” della civiltà mondiale (e certamente ciò è da ammettere senz’altro), esse hanno avuto valore universale in quanto sono diventate elementi costitutivi della cultura europea, la sola storicamente o concretamente universale, in quanto cioè hanno contribuito al processo del pensiero europeo e sono state da questo assimilate.

2)Ma anche la cultura europea ha subito un processo di unificazione, e, nel momento storico...

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