Show Less
Restricted access

Memoria storica e postcolonialismo

Il caso italiano

Series:

Martine Bovo Romoeuf and Franco Manai

Questa raccolta di saggi si propone di dare un contributo alla discussione attuale sul discorso postcoloniale italiano, cioè quell’insieme di testi incentrati in modo critico sulla Storia coloniale in generale e su quella italiana in particolare. Si tratta di una produzione che, attraverso diversi mezzi di comunicazione, dalla letteratura al cinema, dal teatro al fumetto, dalla televisione ai quotidiani, dalle riviste a internet, ha esplorato percorsi nuovi e si è espressa in svariati generi, spesso mescolandoli: dalle autobiografie alle biografie, dal romanzo storico o neostorico al realismo magico, dal romanzo giallo o noir a quello d’avventura o d’appendice, dalla poesia alla canzone, dal film al documentario, dal fumetto in serie al graphic novel. Allargando lo sguardo al colonialismo interno, con i casi esemplari della Sardegna e della Sicilia, il volume intende dare conto, attraverso la concordia discors dei vari saggi, della direzione che sta prendendo la ricerca oggi in campo postcoloniale.
Show Summary Details
Restricted access

Quando il genere noir sposa il postcoloniale (Giuliana Pias)

Extract

← 336 | 337 → Quando il genere noir sposa il postcoloniale

Giuliana PIAS

Université Paris Ouest Nanterre La Défense

Gli studi storiografici che, a partire dalla fine degli anni Sessanta, hanno affrontato la questione del colonialismo italiano hanno messo in evidenza come, durante gli anni che seguirono il secondo dopoguerra, l’impresa coloniale italiana non fosse più oggetto di interesse né per le istituzioni giuridiche né per il discorso pubblico e politico. Hanno inoltre fatto notare quanto la circolazione delle informazioni su quel periodo fosse anche fortemente osteggiata da certi ambienti politico-culturali fino a tempi alquanto recenti. Lo ha ricordato Angelo Del Boca a proposito del lavoro d’archivio che ha condotto precisamente su quel periodo:

La mia prima ricerca del 1966 sui massacri in Etiopia fu accolta in maniera disastrosa da gran parte del mondo politico. Non solo dai fascisti e neo-fascisti ma anche dagli ambienti conservatori per cui certe cose non si possono dire perché siamo, appunto, brava gente. […] Fino agli [anni] Ottanta nei libri di scuola si parlava ancora di “battaglia di civilizzazione”. Adesso la storiografia è più moderata ma certo non si fanno studiare ai ragazzi stermini come questo. […] Lo Stato rende difficile il lavoro d’indagine sul colonialismo, ci sono ancora migliaia di faldoni intonsi proibiti agli studiosi. E chissà quante cose potremmo scoprire se solo ci fosse la volontà di fare luce sul nostro passato. (Ginori 2006: 29)

You are not authenticated to view the full text of this chapter or article.

This site requires a subscription or purchase to access the full text of books or journals.

Do you have any questions? Contact us.

Or login to access all content.