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Calvino e il teatro

Storia di una passione rimossa

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Enrica Ferrara

Questo libro affronta per la prima volta in maniera complessiva l’attività teatrale di Italo Calvino, dagli anni della produzione giovanile fino alla tormentata riscrittura di Un re in ascolto che accompagnerà l’autore fino alla morte nel 1985.
La ricostruzione filologico-indiziaria dello stile e dei temi utilizzati nelle opere teatrali giovanili perdute e l’analisi puntuale di un corpus di recensioni teatrali calviniane mai pubblicate in volume fino ad ora costituiscono il fulcro di questo saggio che, oltre a gettare nuova luce su uno dei tanti ‘tavoli di lavoro’ dello scrittore sanremese, mira a reimpostare il discorso critico sulla militanza politica di Calvino e sulle teorie estetiche da lui promosse nel corso degli anni Cinquanta.
Una delle ipotesi avanzate del questo libro è che Calvino oscilli tra ricerca e rimozione della sua identità repressa di drammaturgo e che il rapporto conflittuale con la materia teatrale svolga un ruolo fondamentale nell’impegno calviniano ad auto-rappresentarsi e a fabbricarsi una identità autoriale in continuo rinnovamento.

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Ringraziamenti vii

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Ringraziamenti Questo libro non avrebbe visto la luce senza la supervisione paziente, zelante e af fettuosa di Zygmunt G. Barański che mi ha guidato negli anni del dotto- rato e mi ha insegnato a navigare nel ‘mare magnum’ della bibliografia calvi- niana. Collaborare con Zyg è stata un’esperienza incredibilmente formativa e stimolante sia dal punto di vista accademico che da quello umano. A mia madre Emma devo l’incondizionato sostegno di una vita intera e l’amore della lettura che mi ha portato fin qui. E a mia zia Gabriella devo la leggerezza calviniana con cui decisi di intraprendere questo lavoro, un mattino d’estate sulla spiaggia di Procida. A Paul, che per amor mio è diventato un lettore attento di testi calvi- niani, devo le fertili conversazioni che tanto hanno contribuito a definire il mio pensiero e gli incoraggianti silenzi per propiziare la mia scrittura che si è nutrita in parti uguali del suo ottimo cibo e delle sue feconde domande. Ringrazio infine i curatori della collana ‘Italian Modernities’, Pierpaolo Antonello e Robert Gordon, il Trinity College di Dublino e l’Irish Research Council for the Humanities and Social Sciences sotto i cui auspici si è svolta la parte conclusiva della mia ricerca. Per Paul, Dylan e Nina, il mio ‘mondo non-scritto’ …

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