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Pasolini

Cinema e antropologia

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Donatella Maraschin

Questo è il primo libro che esplora sistematicamente le strategie discorsive e le metodologie antropologiche adottate da Pier Paolo Pasolini nei suoi film. L’analisi delle intersezioni tra discorso antropologico, documentario e finzione rivela i modi attraverso cui il cinema di Pasolini sia profondamente correlato all’antropologia visuale, nei modi concettualizzati negli anni Ottanta dalla New Ethnography, sia in termini di pratica che di ricerca teorica. Una delle tesi del libro è che i film di Pasolini contengano ricorsi antropologici che emergono da una discorsività percettiva che li avvicina a uno dei più interessanti indirizzi dell’antropologia visuale anglosassone, quello dell’antropologia dei sensi, rendendo manifesto il loro valore pionieristico e visionario. L’analisi delle categorie corporali, topografiche, ritualistiche e identitarie presenti nei film di Pasolini svela inoltre istanze discorsive che si spingono oltre le ideologie coloniali e moderne spesso attribuitegli dalla critica tradizionale.
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Capitolo 7: Identità culturale

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Un altro incontro di Pasolini con i grandi temi dell’antropologia concerne l’attenzione che egli rivolse alla questione dell’identità culturale. L’identità culturale è un paradigma centrale in ambito antropologico e sociologico e, a causa dell’avvento della società dei consumi e dell’emergere di un numero crescente di particolarismi culturali, diventa un tema ricorrente nella letteratura di queste discipline soprattutto nel corso degli anni Sessanta (estendendosi poi nell’accademia anglosassone al campo di studi della Cultural Studies e della Cultural Memory).1 Queste questioni erano radicate nel pensiero della Nuova Sinistra già negli anni Cinquanta.2 Le categorie di sopravvivenze da un lato e di neocapitalismo dall’altro sono i poli ideologici su cui Pasolini articola la rappresentazione dell’alterità e delle questioni identitarie nei suoi film. Poiché l’antropologia tradizionale ← 181 | 182 → con cui, come si è visto, il regista condivide temi e metodologie, era in quegli anni profondamente intrisa con il discorso coloniale, anche la trattazione pasoliniana di questioni identitarie è in parte influenzata da questa discorsività. Tuttavia, come vedremo in seguito, nei film e scritti pasoliniani s’insinuano nel testo questioni che mettono in discussione l’ideologia del discorso coloniale, introducendo nell’opera dell’autore problematiche che si qualificano in termini post-coloniali.

Una strategia tipica delle politiche pasoliniane di rappresentazione delle sopravvivenze è quella dell’uso dell’alterità come forma di stereotipizzazione. Come spiega Michael Pickering, il concetto di alterità è diventato tema centrale nelle scienze umane e sociali e si è in parte sostituito al concetto di stereotipo, utilizzando simili metodologie analitiche.3 La concettualizzazione dell’alterità è fondata su strategie di esclusione, di mantenimento dei confini...

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