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L’autore esposto

Scrittura e scritture in Karl Kraus

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Irene Fantappiè

La scrittura di Karl Kraus è un caleidoscopio di scritture diverse e contraddittorie. Morale, giustizia, storia, traduzione, plagio non sono solo temi ricorrenti nei suoi testi, ma anche ‚modi‘ della sua scrittura. Esaminare tali ‚modi‘ nel contesto storico-letterario della Vienna d’inizio Novecento, alle soglie e dentro il primo conflitto mondiale, significa situarli nel dibattito su morale e diritto, su letteratura e giornalismo, sul teatro di Wedekind e sulla poesia di George; significa, inoltre, osservare come la scrittura di Kraus vada costruendo un autore ‚esposto‘, come lui stesso lo definisce. È un autore messo in mostra, anche nelle sue contraddizioni, e messo a rischio, sottoposto al giudizio altrui – aspetti, questi, che ampliano e rivedono il topos novecentesco del Kraus ‚grande accusatore‘.

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1. Spirito, sesso, morale

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Tutti gli scritti di Kraus possono essere considerati un pezzo per voce sola: nell’opera di Kraus, l’unico vero soggetto è sempre Kraus. La sua voce si leva incontrastata a compiere l’azione (dire, scrivere, giudicare, condannare); la persona o la cosa di cui si parla, il soggetto dello scritto, è in realtà complemento oggetto – è in ‚accusativo‘. In Kraus il mondo è sempre in accusativo, anche quando l’accusatore non proferisce parola, limitandosi a citare le affermazioni altrui.

Nei suoi scritti si ritrovano ben poche affermazioni positive o teorie coerenti sul problema della morale sessuale. Non è dunque un caso che le posizioni di Kraus sembrino, a una prima occhiata, contraddittorie. Di volta in volta Kraus veste i panni del misogino e del paladino della libertà del sesso femminile, del misantropo e dell’avvocato dei diritti del singolo, del difensore della morale e del peggior nemico della morale stessa. Non si può però parlare di incoerenza (sarebbe insensato, oltretutto, anche per via del supporto: il giornale Die Fackel è un perenne work in progress che nasce nel 1899 da un Kraus poco più che ragazzo e muore con lui nel 1936; è un mezzo di comunicazione che segue l’evoluzione personale dell’autore, quella travagliata della città di Vienna, quella tragica della storia europea d’inizio Novecento). Al contrario, questi testi hanno una loro coerenza interna: essa risiede nella loro aderenza alla caratteristica principale della scrittura krausiana – alla sua essenza destruens, appunto. D’altra parte, analizzando il contesto culturale emerge come questa scrittura debba misurarsi con un gruppo di avversari...

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