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L’autore esposto

Scrittura e scritture in Karl Kraus

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Irene Fantappiè

La scrittura di Karl Kraus è un caleidoscopio di scritture diverse e contraddittorie. Morale, giustizia, storia, traduzione, plagio non sono solo temi ricorrenti nei suoi testi, ma anche ‚modi‘ della sua scrittura. Esaminare tali ‚modi‘ nel contesto storico-letterario della Vienna d’inizio Novecento, alle soglie e dentro il primo conflitto mondiale, significa situarli nel dibattito su morale e diritto, su letteratura e giornalismo, sul teatro di Wedekind e sulla poesia di George; significa, inoltre, osservare come la scrittura di Kraus vada costruendo un autore ‚esposto‘, come lui stesso lo definisce. È un autore messo in mostra, anche nelle sue contraddizioni, e messo a rischio, sottoposto al giudizio altrui – aspetti, questi, che ampliano e rivedono il topos novecentesco del Kraus ‚grande accusatore‘.

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Ringraziamenti

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Molte persone hanno contribuito a questo libro, in forme e modi diversissimi. Ringrazio prima di tutto Michael Gottlieb Dallapiazza per aver accolto il volume nella collana da lui curata. Alla generosità e alla competenza di Paola Maria Filippi devo non solo, ormai tredici anni or sono, i miei primi lavori in ambito germanistico presso l’Università di Bologna, bensì anche stimoli e suggerimenti specificamente krausiani, concretizzatisi in varie manifestazioni e pubblicazioni. Maria Luisa Wandruszka (Università di Bologna) ha seguito con dedizione la tesi di dottorato su Kraus e Shakespeare, poi pubblicata nel 2012, che forma un dittico col presente volume e ne è stata il presupposto indispensabile. A Eva-Maria Thüne (Università di Bologna) devo numerosi quanto preziosi incoraggiamenti, spunti, consigli.

Sono profondamente grata a Camilla Miglio (Università di Roma ‚Sapienza‘) per il dialogo che da oltre un decennio è assolutamente centrale per me e per l’impostazione del mio lavoro.

Anna Baldini, Daria Biagi, Stefania De Lucia, Michele Sisto, cioè i colleghi del progetto FIRB Storia e mappe digitali della letteratura tedesca in Italia nel Novecento, oltre a fornire spunti cruciali hanno aperto un inatteso sprazzo d’utopia dimostrando che fare ricerca lavorando insieme è possibile, fruttuoso, bello. Il libro esce con il sostegno del suddetto progetto, in particolare dell’unità di ricerca di cui sono responsabile, che ha sede all’Università di Roma ‚Sapienza‘.

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