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Commedia all'italiana come specchio di stereotipi veicolati dal dialetto

Un approccio sociolinguistico

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Anna Grochowska-Reiter

Il volume è uno studio interdisciplinare che solleva l’argomento della presenza e dello sfruttamento degli stereotipi regionali e delle relative forme linguistiche di origine dialettale nei film della commedia all’italiana. Riflette sull’uso del dialetto a scopi comici nelle manifestazioni artistiche e mette in evidenza l’interdipendenza dello stereotipo regionale e dei tratti linguistici dialettali. In base al corpus composto da dieci pellicole uscite tra il 1958 e il 1968 sono stati sottoposti all’analisi quattro stereotipi regionali: romano, milanese, siciliano e veneto e i rispettivi tratti linguistici manifestatisi a ciascun livello di analisi linguistica.

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Capitolo 1: Sguardo panoramico sul repertorio linguistico degli italiani

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Capitolo 1: Sguardo panoramico sul repertorio linguistico degli italiani

Nei suoi primi studi Gumperz (1971: 125) introduce il concetto di repertorio linguistico, inteso come «the totality of dialects and superposed variants regularly employed within a community». Nell’ambito italiano, la nozione viene adattata e sviluppata da diversi studiosi, tra cui Mioni (1984: 137) che suggerisce di considerare il repertorio linguistico in termini di «insieme delle risorse linguistiche (siano esse varietà di una sola lingua o di più lingue) disponibili ai membri di una data comunità». Grassi (2004: 161) restringe la nozione a una prospettiva temporale, precisando che si tratta di un «insieme delle varietà di lingua e di dialetto simultaneamente disponibili ai parlanti della comunità, in un certo periodo di tempo». Vale la pena ricordare la posizione di Berruto (1993, 2000a: 4), secondo la quale non è possibile definire un repertorio linguistico che valga per tutta la comunità italiana, bensì occorre parlare di repertori linguistici concreti, corrispondenti a determinate regioni o aree, che però vengono accomunati dalla presenza dell’italiano e delle sue varietà. Si può parlare di repertorio linguistico italiano solo se «si intende un ipotetico repertorio medio che costituisca la griglia di tipi di varietà (e dei loro rapporti) sottostante a ciascuna situazione regionale».

La sociolinguistica parte dal presupposto che la condizione tipica di una comunità linguistica non sia il monolinguismo, bensì la diglossia, termine coniato e sviluppato da Ferguson (1959, 1971: 1). A questo concetto, nel panorama linguistico italiano, si è dedicato, tra...

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