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Commedia all'italiana come specchio di stereotipi veicolati dal dialetto

Un approccio sociolinguistico

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Anna Grochowska-Reiter

Il volume è uno studio interdisciplinare che solleva l’argomento della presenza e dello sfruttamento degli stereotipi regionali e delle relative forme linguistiche di origine dialettale nei film della commedia all’italiana. Riflette sull’uso del dialetto a scopi comici nelle manifestazioni artistiche e mette in evidenza l’interdipendenza dello stereotipo regionale e dei tratti linguistici dialettali. In base al corpus composto da dieci pellicole uscite tra il 1958 e il 1968 sono stati sottoposti all’analisi quattro stereotipi regionali: romano, milanese, siciliano e veneto e i rispettivi tratti linguistici manifestatisi a ciascun livello di analisi linguistica.

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Capitolo 3: Lingua del cinema

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Capitolo 3: Lingua del cinema

3.1  Lingua trasmessa tra scritto e parlato

Per collocare il parlato filmico all’interno del repertorio linguistico italiano è necessario ricorrere, in primo luogo, a uno degli assi della variazione, quello diamesico (termine coniato ed elaborato da Mioni 1983b: 508). La dimensione diamesica riguarda l’uso della lingua a seconda del canale attraverso il quale avviene la comunicazione. Secondo una divisione tradizionale, i suoi due poli estremi sono costituiti dal canale scritto (uso grafico) e dal canale orale (uso parlato) che si collegano in un continuum. Nella situazione linguistica italiana del passato la lingua scritta e quella parlata corrispondevano rispettivamente, nel primo periodo, al latino e ai diversi volgari, e a partire dal Cinquecento, all’italiano imperniato sul toscano trecentesco e ai dialetti. Nel corso dei secoli, fino all’Unità d’Italia, le differenze tra lo scritto e il parlato diventarono sempre più spiccate. Data la mancanza di un uso quotidiano della lingua scritta, quest’ultima rimase molto rigida e ibernata, estranea ai processi di economia linguistica nonché a quelli della selezione naturale verificatesi nelle lingue d’uso orale comune. Tale situazione portò alla diglossia tra la lingua scritta e i dialetti che dominò il panorama linguistico italiano fino al Novecento, ma anche oltre. In termini teorici e disciplinari sembra che la maggioranza dei linguisti, come sottolinea Bazzanella (1994: 8–9), riconosca la priorità della lingua parlata su quella scritta, in base alle seguenti caratteristiche:

1. dal punto di vista filogenetico: storicamente la...

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