Show Less
Restricted access

Impegno metonimico, impegno esplicito: poetiche della Neoavanguardia a confronto.

Elio Pagliarani, Edoardo Sanguineti, Adriano Spatola.

Series:

Emanuele La Rosa

Contro cosa si è rivolta la poetica del rifiuto formulata tra gli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento dalla Neoavanguardia italiana? È poi davvero corretto parlare di una poetica? Quali sono le dimensioni dell’impegno all’interno del Gruppo 63? Cosa hanno a che fare alienazione dell’individuo e guerra atomica con la poesia novissima? Sulla base di un confronto incrociato tra le opere più significative di tre protagonisti di quella stagione letteraria (Elio Pagliarani, Edoardo Sanguineti ed Adriano Spatola) il presente lavoro, attraverso una mirata analisi semiotica, cerca di fornire delle risposte a tali quesiti.

Show Summary Details
Restricted access

Appendice.Intervista con Maurizio Spatola, fratello di Adriano

Extract

Appendice. Intervista con Maurizio Spatola, fratello di Adriano451

D: Chi è stato Adriano Spatola e che cosa ha significato per lui fare della poesia?

R: Adriano è stato innanzitutto una persona che ha dedicato alla poesia tutta la propria esistenza. Fin dall’adolescenza ha infatti visto in essa non solo un modo per interpretare il mondo, ma un modo per cambiare il mondo e la realtà. Secondo me ci sono dei segnali che indicano la predisposizione di Adriano per questa scelta, anche se li ho intravisti solo a posteriori. Innanzitutto già durante gli anni della scuola media (frequentata in un paese del Friuli, Tolmezzo) aveva mostrato interesse per le poesie di Catullo e di Lucrezio, che si possono in un certo senso considerare esponenti di una “avanguardia” ante litteram. Nel periodo del ginnasio, ad Imola, ebbe poi i suoi primi guai dovuti alla poesia. Con alcuni compagni di scuola aveva deciso di realizzare un giornalino studentesco, stampato con un ciclostile usato compratogli da nostro padre, all’interno del quale furono pubblicate alcune poesie di poeti “maledetti” francesi come Baudelaire, Rimbaud, Verlaine e Lautréamont. La cosa era sfuggita al professore che si occupava di controllare il materiale destinato alla pubblicazione, ma non a qualche genitore conservatore che se ne accorse e protestò col preside per la diffusione di scritti ritenuti scabrosi. Il preside decise pertanto di sospendere gli studenti “colpevoli” per un giorno. Fu la prima occasione in cui Adriano si rese conto che la poesia può far male.

You are not authenticated to view the full text of this chapter or article.

This site requires a subscription or purchase to access the full text of books or journals.

Do you have any questions? Contact us.

Or login to access all content.