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Storytelling in the Spectators / Storytelling dans les spectateurs

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Edited By Klaus-Dieter Ertler, Yvonne Völkl, Elisabeth Hobisch, Alexandra Fuchs and Hans Fernández

The Spectators, also known as Moral Weeklies, were an important magazine genre which came into being in the early 18th century and which shaped European identity by developing the strategies of critical journalism and by popularizing the ideas and values of the Age of Enlightenment. Investigating modes of storytelling in the Spectators is an important starting point for a paradigmatic investigation of our historical, cultural and philosophical evolution since the Enlightenment and the impact of these magazines on issues of identity in today’s Europe. In this collection on ‹Storytelling in the Spectators›, we present a series of contributions which study English, French, Spanish, Italian, German, Dutch, Czech, Polish and Danish-Norwegian periodicals.

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Narrare nei fogli moralistici italiani

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I fogli moralistici italiani sono fortemente influenzati dai modelli francesi e inglesi e sviluppano un indicatore eccezionale per il discorso dell’Illuminismo in Italia1. Una moltitudine di forme brevi, micro-racconti inseriti, testi e adattamenti presi da periodici precedenti così come da opere antiche e contemporanee, letterarie e filosofiche, contribuiscono alla formazione di componimenti complessi nella struttura, che rimangono un’ “opera aperta” nel senso di Umberto Eco. In riferimento a The Spectator, il modello inglese pubblicato da Joseph Addison e Richard Steele, i direttori intitolano i loro fogli moralistici Osservatore toscano (Magnanima 1779–1783), L’Osservatore veneto (Gozzi 1761–1762), Gli Osservatori veneti (Gozzi 1762), Lo Spettatore italiano (Ferri 1822), Lo Spettatore italiano-piemontese (Grassi 1787), Lo Spettatore lombardo (Pezzi 1821–1825) e Il Socrate veneto (Anselmi 1733) conferendo con ciò ai periodici una inequivocabile identità italiana oppure regionale. Molti periodici fanno riferimento al Veneto fin dal titolo, come indicano la Gazzeta veneta (Gozzi 1760–1761), poi pubblicata sotto la regia di Pietro Chiari (1761–1762), e la Gazzetta urbana veneta (Piazza 1787–1798). I fogli moralistici italiani, benché basati su modelli inglesi e francesi, raccontano dunque principalmente dell’Italia, il che a sua volta ci ricorda la particolarità nazionale dei periodici italiani. Altri fogli come La Donna galante ed erudita (Cornoldi Caminer 1786–1788), La Frusta letteraria di Aristarco Scannabue (Baretti 1763–1765) o la traduzione del periodico inglese The Spectator, Il Filosofo alla moda, ovvero il Maestro universale (Frasponi 1728–1730) – pure pubblicato a Venezia – non presentano riferimenti geografici, ma indicano...

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