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Variazioni sull'apocalisse

Un percorso nella cultura occidentale dal Novecento ai giorni nostri

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Edited By Alessandro Baldacci, Anna Małgorzata Brysiak and Tomasz Skocki

L’apocalisse, nelle sue innumerevoli forme e interpretazioni, costituisce uno dei temi cardine della cultura e dell’immaginario collettivo dell’ultimo secolo, in cui ritorna costantemente l’idea della fine e del «dopo la fine». Il volume si propone di indagare, in ottica comparata e interdisciplinare, le più diverse narrazioni e rappresentazioni apocalittiche del XX e XXI secolo, spaziando dalla letteratura al cinema, dall’arte alla filosofia, fino alle serie televisive contemporanee.

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Inventare il futuro: lo spirito utopico in Ray Bradbury (Elisa Frioni)

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Elisa Frioni

Inventare il futuro: lo spirito utopico in Ray Bradbury

Abstract: This essay intends to scrutinize the need to imagine a positive future and the survival of the utopian spirit in Ray Bradbury. Starting from the epilogue of his famous dystopian novel Fahrenheit 451, the study refers to the writer’s poetics and critical thinking with the support of essays, articles and interviews in which it is possible to identify some examples of utopian ideas, such as man’s conquest of the universe and the creation of social environments for urban redevelopment.

Keywords: Bradbury, Fahrenheit 451, dystopian novel, utopia, American literature, hope, space

Fahrenheit 451 non necessita di presentazioni. Capolavoro del genere distopico, il romanzo di Ray Bradbury, pubblicato nel 1953 e adattato per il grande schermo dal regista francese François Truffaut nel 1966, è ancora oggi uno dei testi più letti al mondo. La storia, narrata da un autore che è considerato non solo uno dei più grandi scrittori fantascientifici di sempre ma un pilastro della letteratura americana del Novecento, continua a destare interesse e a fornire nuove possibilità di lettura.

Fahrenheit 451, nonostante la rispondenza alle caratteristiche del genere nella struttura e nel sistema dei personaggi, si contraddistingue, per il suo finale aperto, come una distopia critica o “hopeful dystopia”1. Prendendo in prestito la teorizzazione del critico Manferlotti, che individua nelle narrazioni distopiche una struttura circolare nella parabola del protagonista, riassumibile nello schema “Integrazione-Ribellione-Integrazione”2, si può notare che,...

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