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Strutture dell’italiano regionale

Morfosintassi di una varietà diatopica in prospettiva sociolinguistica

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Massimo Cerruti

A partire da un corpus di parlato raccolto nel contesto urbano di Torino, si analizzano alcune strutture morfosintattiche dell’italiano regionale (sia specificamente piemontesi sia più generalmente settentrionali, quando non condivise anche da varietà meridionali) alla luce delle principali implicazioni di rilievo per la linguistica e la sociolinguistica. Gli aspetti di variazione, in particolare, esaminati in riferimento alla formazione di un ‘italiano regionale standard’, sono descritti correlando fatti di linguistica esterna, quale la marcatezza sociolinguistica dei costrutti, a fatti di linguistica interna; tra questi, la conformità a principi universali di naturalezza, la coerenza rispetto alle proprietà strutturali e alle tendenze ristandardizzanti dell’italiano contemporaneo e la mancanza di corrispondenti grammaticalizzati in italiano standard.

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Ringraziamenti 11

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11 Ringraziamenti Questo lavoro nasce dalla revisione della mia tesi di dottorato, elaborata all’Università di Torino nel triennio 2004-2007 e discussa presso l’Università di Lecce nel luglio 2008. Sono molte le persone a cui devo sincera ricono- scenza. Un primo ringraziamento va ai componenti del Collegio docenti del Dottorato in Dialettologia italiana, Geografia linguistica e Sociolinguistica, ora indirizzo della Scuola di dottorato in Scienze del linguaggio e della co- municazione (Consorzio tra le Università di Torino, Lecce, Palermo, Monaco, Grenoble e Neuchâtel), e in particolare a Sabina Canobbio e Tullio Telmon, che mi hanno sempre seguito con premuroso impegno e grande affetto. Devo molto anche a Bruno Moretti, con cui ho avuto l’opportunità di discutere al- cune parti del lavoro durante gli splendidi due anni e mezzo trascorsi all’Università di Berna, e da cui ho ricevuto indicazioni e consigli indispen- sabili. Un ringraziamento speciale va poi a Gaetano Berruto, che mi ha intro- dotto alla linguistica e ancora mi segue con pazienza e cura; devo a lui lo spunto iniziale per la ricerca e alcuni suggerimenti fondamentali. Oltre a chi ho già citato, un grazie sincero va a tutti coloro da cui ho ricevuto indicazioni preziose in fasi diverse del lavoro; in particolare, a Davide Ricca, Antonio Romano, Glauco Sanga, Neri Binazzi, Silvia Dal Negro, Alessandro Vietti e Rita Franceschini. Un affettuoso ringraziamento agli amici Riccardo Regis, Monica Cini e Consuelo Ferrier, dell’Università di Torino, Adrian Stähli, dell’Università di Berna, Andrea Müller e il personale della Biblioteca...

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