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Strutture dell’italiano regionale

Morfosintassi di una varietà diatopica in prospettiva sociolinguistica

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Massimo Cerruti

A partire da un corpus di parlato raccolto nel contesto urbano di Torino, si analizzano alcune strutture morfosintattiche dell’italiano regionale (sia specificamente piemontesi sia più generalmente settentrionali, quando non condivise anche da varietà meridionali) alla luce delle principali implicazioni di rilievo per la linguistica e la sociolinguistica. Gli aspetti di variazione, in particolare, esaminati in riferimento alla formazione di un ‘italiano regionale standard’, sono descritti correlando fatti di linguistica esterna, quale la marcatezza sociolinguistica dei costrutti, a fatti di linguistica interna; tra questi, la conformità a principi universali di naturalezza, la coerenza rispetto alle proprietà strutturali e alle tendenze ristandardizzanti dell’italiano contemporaneo e la mancanza di corrispondenti grammaticalizzati in italiano standard.

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Parte IV Tratti di variazione, teoria della variazione

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235 16. Sociolinguistica dell’italiano regionale 16.1. Prologo In questa ultima parte, considerando gli esiti del test di retroversione in rife- rimento non più a singoli costrutti ma all’intero complesso delle strutture e- saminate, ci si propone di sviluppare, anche in prospettiva teorica, l’analisi della variazione sociolinguistica dei caratteri indagati. Si investigherà dap- prima la presenza di gerarchie implicazionali e di rapporti di cooccorrenza tra questi tratti, verificandone la distribuzione secondo scale di implicazione (§ 16.2.), e in seguito la capacità che hanno determinati fattori di ordine ‘inter- no’ di spiegare la diffusione sociale differente dei vari costrutti. Si cercherà di appurare se sussistano delle relazioni tra il grado di marcatezza diastratica di alcune strutture e la loro coerenza o incoerenza rispetto sia a princìpi univer- sali di naturalezza (§ 16.3.) sia alle proprietà strutturali del sistema dell’italiano contemporaneo (§ 16.4.). Si verificherà, in particolare, se a risul- tare non marcati diastraticamente risultino essere i tratti regionali da ritenersi cognitivamente più accessibili, e dunque preferiti universalmente, oppure quelli più coerenti con le caratteristiche strutturali e le tendenze ristandardiz- zanti del sistema dell’italiano. Si terrà conto inoltre, come terzo possibile fat- tore interno di variazione, dell’organizzazione strutturale del significato (§ 16.5.), dato che proprio la mancanza di forme standard sinonimiche (anche in relazione agli effetti illocutivi e perlocutivi desiderati) si rivela un fattore de- cisivo nel determinare l’emergenza o la scelta d’uso di un elemento regionale. 16.2. Un’analisi implicazionale L’analisi di scale di implicazione è divenuto un metodo tradizionale nello studio della variazione intralinguistica. Introdotti negli...

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