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«Noio volevàn savuàr»

Studi in onore di Edgar Radtke del sessantesimo compleanno- Festschrift für Edgar Radtke zu seinem 60. Geburtstag

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Silvia Natale, Daniela Pietrini, Nelson Puccio and Till Stellino

La miscellanea in occasione del sessantesimo compleanno di Edgar Radtke contiene una serie di articoli scientifici redatti dai suoi colleghi, amici e allievi. Gli articoli riguardano diverse aree della linguistica e trattano l’italiano e il francese contemporaneo, il substandard, il linguaggio giovanile come anche aspetti del lessico e delle lingue settoriali. Al centro dell’interesse anche i cambiamenti linguistici e sociali, la storia e la riflessione linguistica, la geolinguistica e l’etnolinguistica e questioni centrali nell’ambito linguistico e culturale della Campania.
Die Festschrift anlässlich des 60. Geburtstags von Edgar Radtke enthält eine Reihe von wissenschaftlichen Aufsätzen von Kollegen, Freunden und Schülern aus verschiedenen Bereichen der Sprachwissenschaft. Die Beiträge umfassen diverse Thematiken: Behandelt werden unterschiedliche Gebiete des Italienischen und Französischen der Gegenwart, des Substandards und der Jugendsprache sowie Fragen aus Lexik und Fachsprachen. Sprach- und Gesellschaftswandel, Sprachgeschichte und Sprachreflexion, Geo- und Ethnolinguistik sowie Fragestellungen zum kampanischen Sprach- und Kulturraum werden ebenfalls diskutiert.

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Tratti fonetici neo-standard nell’italiano della RAI. Pietro Maturi

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Tratti fonetici neo-standard nell’italiano della RAI Pietro Maturi 1. Brevi cenni storici Alcune specificità dell’uso radiotelevisivo della lingua, anche per quello che ri- guarda gli aspetti della produzione fonica, sono già state segnalate negli anni ’60 da Tullio De Mauro (De Mauro 1970: 125-126) a proposito di una RAI ancora precedente alla riforma e con particolare riferimento alla radio: di questa De Mauro segnalava la tendenza, nei notiziari, a “usare moduli relativamente rigidi” con “scarsa sintatticità fonologica”, e quindi lontani dagli usi reali di tipo collo- quiale e informale. Tuttavia nel contempo egli affermava, con Migliorini (1963: 28), che la radio “asseconda le tendenze della lingua comune”, evidentemente in questo secondo caso riferendosi implicitamente alle trasmissioni di vario intrat- tenimento culturale, musicale, commerciale, ecc. ecc., e non più agli ingessati notiziari informativi. Le brevi riflessioni che svolgeremo in questo contributo fanno invece rife- rimento ai notiziari televisivi di questi anni (2010-2011), ma hanno le loro più lontane radici nell’epocale cambiamento intervenuto già diversi decenni or sono, a partire dalla grande riforma della RAI del 1975, quando, con maggiore o mi- nore gradualità, la televisione di Stato abbandonò, nei programmi di informazio- ne giornalistica, il tradizionale ricorso ai professionisti della dizione fino a quel momento impiegati per la lettura dei telegiornali e dei giornali radio, chiamati appunto ‘lettori’ o ‘speakers’, affidando la conduzione dei notiziari agli stessi giornalisti, non addestrati dal punto di vista ortoepico e quindi portatori di tratti di pronuncia provenienti dalla sfera del parlato spontaneo. Di conseguenza, l’uso...

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