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«Noio volevàn savuàr»

Studi in onore di Edgar Radtke del sessantesimo compleanno- Festschrift für Edgar Radtke zu seinem 60. Geburtstag

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Silvia Natale, Daniela Pietrini, Nelson Puccio and Till Stellino

La miscellanea in occasione del sessantesimo compleanno di Edgar Radtke contiene una serie di articoli scientifici redatti dai suoi colleghi, amici e allievi. Gli articoli riguardano diverse aree della linguistica e trattano l’italiano e il francese contemporaneo, il substandard, il linguaggio giovanile come anche aspetti del lessico e delle lingue settoriali. Al centro dell’interesse anche i cambiamenti linguistici e sociali, la storia e la riflessione linguistica, la geolinguistica e l’etnolinguistica e questioni centrali nell’ambito linguistico e culturale della Campania.
Die Festschrift anlässlich des 60. Geburtstags von Edgar Radtke enthält eine Reihe von wissenschaftlichen Aufsätzen von Kollegen, Freunden und Schülern aus verschiedenen Bereichen der Sprachwissenschaft. Die Beiträge umfassen diverse Thematiken: Behandelt werden unterschiedliche Gebiete des Italienischen und Französischen der Gegenwart, des Substandards und der Jugendsprache sowie Fragen aus Lexik und Fachsprachen. Sprach- und Gesellschaftswandel, Sprachgeschichte und Sprachreflexion, Geo- und Ethnolinguistik sowie Fragestellungen zum kampanischen Sprach- und Kulturraum werden ebenfalls diskutiert.

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I primi tempi dell’insegnamento dell’italiano in Boemia-Moravia, Polonia e Slovacchia. Stanisław Widłak

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I primi tempi dell’insegnamento dell’italiano in Boemia-Moravia, Polonia e Slovacchia Stanisław Widłak Nel contesto dei contatti delle tre principali lingue nazionali slave occidentali – ceco-moravo, polacco e slovacco – con le altre lingue ci si pone il problema – particolarmente rilevante e significativo – dell’apprendimento della lingua ita- liana nei tempi dei primi contatti di questi tre popoli slavi con l’italianità, e con ciò anche il problema dei primi manuali e delle prime grammatiche dell’italiano. Per il ceco e per lo slovacco tale questione non è stata finora – per quanto mi risulti – studiata in modo approfondito, per non dire esauriente; disponiamo in questo caso solo di informazioni generalizzanti e frammentarie.1 Per il polacco, invece, sono già state effettuate alcune ricerche che ci avvicinano al problema fornendo anche informazioni essenziali di tipo storico e linguistico (Widlak 2010: 113-152)2. Ci limiteremo, perciò, a segnalare in questa sede alcuni fatti generali, basilari per il nostro tema, che merita di essere esaminato in modo e- sauriente e reso disponibile agli studiosi interessati. L’apprendimento della lingua italiana in Boemia-Moravia, Polonia e Slo- vacchia risale ai tempi dei loro primi contatti con l’Italia, quindi ai primi secoli del secondo millennio. I viaggiatori boemi, moravi, polacchi o slovacchi, spe- cialmente gli studenti, gli artisti e gli studiosi, gli artigiani e i commercianti, prima di recarsi nei vari Stati della Penisola dovevano, per ragioni anzitutto pra- tiche, imparare la lingua usuale della popolazione locale: il volgare italiano. Il latino, lingua internazionale delle élites ecclesiastiche, diplomatiche, intellettua- li, scientifiche o artistiche,...

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