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Discorso, interazione, identità

Studiare il parlato attraverso i parlanti

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Giuseppe Paternostro

Il parlato è un oggetto di studio al centro degli interessi di più discipline (linguistica, semiotica, antropologia, sociologia, filosofia). Il volume intende osservare il parlato dal punto di vista dei suoi attori principali: i parlanti. Da questo particolare angolo visuale, il parlato si costituisce come una costruzione discorsiva che si sviluppa all’interno di interazioni tramite le quali i parlanti rappresentano e gestiscono le loro molteplici identità linguistiche e sociali. Discorso, interazione e identità sono i tre piani lungo i quali è possibile vedere i parlanti come soggetti attivi che usano la lingua per agire sul mondo, per descriverlo, per raccontarlo, per ragionare sui fatti che accadono sotto i loro occhi, con i loro occhi. Per questa ragione, viene analizzato un corpus di narrazioni e argomentazioni orali (raccolte nell’ambito della sezione sociovariazionale dell’Atlante Linguistico della Sicilia) in una prospettiva che integra analisi del discorso e sociolinguistica internazionale.

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Seconda parte: Costruire l’identità nelle pratiche discorsive

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99 Seconda parte Costruire l’identità nelle pratiche discorsive 100 Capitolo 3 Le identità nei discorsi Parafrasando Terenzio dirò: “linguista sum: linguistici nihil a me alienum puto” (Roman Jakobson) 3.1 Dal parlato ai parlanti, dall’interazione agli interagenti Nella prima parte del volume abbiamo fatto cenno all’autonomia decisionale che il parlante sempre mantiene anche in contesti, come quello dell’intervista socio- linguistica, nei quali ruoli e identità sociali e interazionali sembrano predefiniti in partenza. Tuttavia anche in questo modo, esso ci appare ancora un elemento inserito ma non del tutto integrato nel nostro oggetto di analisi, appunto un og- getto anch’esso, dotato di certe proprietà e privo di certe altre, piuttosto che co- me un soggetto che usa e gestisce queste proprietà. Detto altrimenti, il parlante è trattato come poco più che un ingranaggio della macchina e non come il suo progettista e proprietario. L’attenzione rivolta ai meccanismi non può che finire per oscurare il ruolo di chi quei meccanismi usa e, ancor prima, contribuisce a (ri)produrre. La domanda conoscitiva si sposta così dal ‘come’ al ‘che cosa’. Ma ancora non basta: abbiamo adesso anche bisogno di capire ‘come spiegare il che cosa’. Di più, abbiamo bisogno di capire ‘chi fa che cosa, come e perché’, che è poi la domanda chiave della sociolinguistica, qualunque sia l’attributo le viene fatto seguire : chi parla quale lingua, a chi e quando? Questa domanda ci conduce dinanzi a un bivio non solo teorico ma anche epistemologico, in quanto comporta una riflessione sul paradigma stesso entro il...

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