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Political Correctness

Aspectos políticos, sociales, literarios y mediáticos de la censura lingüística / Aspetti politici, sociali, letterari e mediatici della censura linguistica / Aspects politiques, sociaux, littéraires et médiatiques de la censure linguistique

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Edited By Ursula Reutner and Elmar Schafroth

Lo políticamente correcto ya no es solo un empeño de fuerzas emancipadoras y antidiscriminatorias. Domina también gran parte del discurso político y social, a la vez que oculta frecuentemente los problemas verdaderos en cuestiones ética e ideológicamente sensibles. Mediante ejemplos de la política y la vida cotidiana, el volumen pone de manifiesto la gran diversidad y amplitud del fenómeno.
Il politicamente corretto non è più solo un’aspirazione di forze emancipatrici e antidiscriminatorie. Controlla anche gran parte del discorso politico e sociale, celando non di rado problemi intrinseci di questioni eticamente e ideologicamente sensibili. Con esempi della sfera politica e quotidiana il volume chiarisce l’ampia estensione del fenomeno.
Le politiquement correct n’est plus un simple jeu de forces émancipatoires ou anti-discriminatoires. Il domine actuellement une grande partie du discours politique et social, quitte à faire de l’ombre aux vrais problèmes éthiques ou idéologiquement épineux. À partir d’exemples issus de la vie politique et du quotidien, le volume s’attache à illustrer la diversité des questions qui s’y rattachent.

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Introduzione (Ursula Reutner/Elmar Schafroth)

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E lo ammetto: non taccio più perché dell’ipocrisia dell’Occidente ne ho abbastanza (Günter Grass, 4 aprile 2012, Süddeutsche Zeitung) Introduzione Ursula Reutner/Elmar Schafroth 1 Il politicamente corretto Si può considerare la poesia di Günter Grass Quel che deve essere detto essenzialmente come un tentativo di affrontare un tema altamente tabuizzato. Resta da stabilire quanto fosse pertinente farlo in quel modo. Ma già nel testo poetico l’autore si dimostra consapevole del fatto che l’azione contro un codice politico dell’indicibile avrebbe provocato un’ondata di sdegno… Infrangere un tabù comporta, in linea di principio e da sempre, delle sanzioni, a prescindere che avvenga in ambito mitologico, religioso, culturale, sociale o strettamente umano e interpersonale. Mutata è, nel corso dei secoli, sia l’intensità che l’estensione del concetto: da una parte il contenuto concettuale si è trasformato da ‹divieto ferreo› a ‹grave scon- venienza› (cf. Hughes 2010: 46), d’altra cambiano quantità e qualità del campo d’applicazione, che dagli ambiti tradizionali del religioso e cul- turale possono estendersi a sfere di competenza come la politica, i discorsi intellettuali e la prassi quotidiana (cf. Reutner 2009). Il dictum di Foucault ([1971] 2004: 5), «che non si ha il diritto di dir tutto, che non si può parlare di tutto in qualsiasi circostanza, che chiunque, insomma, non può parlare di qualunque cosa», appare nel XXI secolo in forse tutte le culture e forme statali, pur essendo naturalmente diversi i rispettivi contesti storici, sociali e culturali, stricto sensu più che mai esatto. Così i divieti di parola e...

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