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Le frasi attributive in germanistica

Questioni grammaticografiche

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Elisa Corino

Questo volume si concentra sulla nozione di attributo e di frase attributiva, un terreno particolarmente fertile per la definizione di una cesura tra l’approccio, o meglio gli approcci, presenti nella tradizione tedesca e le categorie usate in Italia e in genere fuor di Germania. Lo scavo storiografico rivela come la progressiva stratificazione di concetti e termini di "antica" ascendenza, associata a differenti tentativi di aggiornamento, abbia dato origine alla situazione odierna, in cui i livelli di analisi diversi si intersecano, si sovrappongono e fondono in soluzioni che sono talvolta di difficile lettura. La parabola di tale percorso viene qui descritta e analizzata, dagli ultimi rappresentanti della tradizione della grammaire générale nei primi decenni del XIX secolo, fino alle trasformazioni più recenti della grammatica valenziale e generativa. Da Becker a Chomsky dunque, con uno sguardo particolare alle più diffuse grammatiche contemporanee.

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1. Una breve (e parziale) ricognizione storica

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Iniziare una ricognizione storica a partire dalle radici della linguistica ci porterebbe troppo lontani dall’obiettivo specifico della discussione, e d’altra parte molte sono le insigni summae grammaticografiche che hanno raccon- tato degli arbori della disciplina nell’Antichità classica e ne hanno seguito gli sviluppo attraverso Medioevo e Rinascimento, per approdare alla con- cezione moderna e scientifica che caratterizza l’approccio contemporaneo. Lasceremo dunque all’ampia bibliografia di riferimento (prima tra tutte la storia della linguistica curata da Giulio Lepschy 1990–94, ma anche Aroux 1990–99 e Schmitter 1897–2007, citate a modello anche da Graffi 2010) il compito di trattare della genesi della linguistica da branca della filosofia a disciplina autonoma e delineeremo invece una storia per quadri e ritratti, soffermandoci sui momenti e sulle figure più rilevanti, che sono stati parte costitutiva o hanno influenzato la concezione dell’attributo e della frase attributiva nel panorama grammaticografico tedesco contemporaneo. Pur non addentrandoci nel merito di testi fondanti quali il Cratilo di Platone o la Téchnē grammatiké di Dioniso di Trace, è doveroso sottoli- neare ancora una volta il profondo sostrato filosofico che è alla base degli studi sul linguaggio e che ne permea inevitabilmente l’evoluzione. Nelle riflessioni dell’Antichità classica assistiamo ad una sostanziale dicotomia fra una tradizione più eminentemente filosofica intorno alla rappresentazione della realtà da parte del linguaggio, e una di orientamento pratico, rivol- to alla descrizione e all’insegnamento della grammatica. Le due direttrici prenderanno in seguito direzioni convergenti, poiché molti degli sviluppi della grammatica non sarebbero stati possibili senza la riflessione filosofica...

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