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Relazioni linguistiche

Strutture, rapporti, genealogie

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Edited By Martin Becker and Ludwig Fesenmeier

I contributi raccolti nel volume risalgono alle rispettive comunicazioni presentate nella sezione di linguistica del convegno del Deutscher Italianistenverband, svoltosi dal 20 al 22 marzo 2014 alla Friedrich-Alexander-Universität Erlangen-Nürnberg e dedicato al tema delle «relazioni». Sullo sfondo dell’idea che alla base del nostro modo di pensare e di parlare stia il concetto della relazionalità, le prospettive storiche e sistematiche di questo concetto sono state concretizzate sul versante delle relazioni linguistiche, che possono presentarsi sotto forma di strutture, rapporti e genealogie. In tal senso sono state discusse, in prospettiva sia sincronica sia diacronica, relazioni linguistiche appartenenti a differenti livelli della descrizione linguistica.

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L’architettura del latino nel Trattato della vera origine di Celso Cittadini (Roger Schöntag)

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Roger Schöntag (Università di Erlangen) L’architettura del latino nel Trattato della vera origine di Celso Cittadini* Abstract: The debate concerning what language was spoken by the ancient Romans was prompted by Leonardo Bruni and Flavio Biondo in 1435. However, it was Celso Cittadini who, more than one and a half century later, offered a profound systematization in his Trat- tato of 1601. Taking into account different kinds of ancient sources (literary, epigraphic) and contemporary Renaissance scholarship, he was able to identify different Latin varieties, to describe the underlying language change, and to offer first insights into the phenomena we now call Vulgar Latin. The aim of the study is to disclose carefully this intuitive under- standing of the architecture of the Latin language by using modern linguistic terminology without neglecting the contemporary context. 1 Introduzione L’idea che il latino non sia solo una lingua artificiale e invariabile, concetto pre- valente durante il medioevo, ma abbia anche una dimensione storica di lingua viva1 ed eterogenea, si è sviluppata tra la metà del secolo XV e l’inizio del secolo XVII. L’erudito al quale dobbiamo le prime riflessioni sul latino volgare2 nel senso moderno del termine è Celso Cittadini (1553–1627), che nel suo Trattato della vera origine (1601) ha dato un’immagine molto differenziata del latino nell’anti- chità romana. * Per la revisione stilistica del testo ringrazio cordialmente Simona Oberto (Università di Erlangen) e Isabella Sbrana (Università di Regensburg). 1 Certamente il latino del medioevo non era una lingua morta come ai giorni nostri, ma...

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