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Relazioni linguistiche

Strutture, rapporti, genealogie

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Edited By Martin Becker and Ludwig Fesenmeier

I contributi raccolti nel volume risalgono alle rispettive comunicazioni presentate nella sezione di linguistica del convegno del Deutscher Italianistenverband, svoltosi dal 20 al 22 marzo 2014 alla Friedrich-Alexander-Universität Erlangen-Nürnberg e dedicato al tema delle «relazioni». Sullo sfondo dell’idea che alla base del nostro modo di pensare e di parlare stia il concetto della relazionalità, le prospettive storiche e sistematiche di questo concetto sono state concretizzate sul versante delle relazioni linguistiche, che possono presentarsi sotto forma di strutture, rapporti e genealogie. In tal senso sono state discusse, in prospettiva sia sincronica sia diacronica, relazioni linguistiche appartenenti a differenti livelli della descrizione linguistica.

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Il parlato nello scritto: mimesi d’immediatezza comunicativa nei testi letterari ([Ludwig Fesenmeier] [Christian Rivoletti])

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Ludwig Fesenmeier/Christian Rivoletti (Università di Erlangen-Nürnberg) Il parlato nello scritto: mimesi d’immediatezza comunicativa nei testi letterari Abstract: A considerable amount of research that is done on mimesis of spoken language in literary texts in both linguistic and literary studies seems to be dedicated primarily to the linguistic phenomena themselves. Despite the important insights gathered through this approach, such a perspective could prove to be somewhat limited in scope. It ignores the fact that in authentic, real-life discourse phenomena of orality, such as discourse markers, segmentations, little lexical variation etc. are to some extent the result of the overall com- municative conditions and hence the strategies of verbalization. Keeping this correlation in mind when analyzing phenomena of orality in Italian literary texts, one can obtain a more detailed picture of their stylistic effects and the authors’ intentions. 1 Introduzione In tempi recenti è stata individuata «una crescente pressione, attualmente in atto, dell’italiano in quanto codice parlato sull’italiano in quanto codice scritto» (Ca- laresu 2005: 81), e in questo contesto è stato osservato che è la narrativa a rappre- sentare «uno dei generi scritti da sempre più esposti alla pressione del parlato» e in particolare quello in cui si possono trovare «i punti probabilmenti [sic] più avanzati, o addirittura più azzardati (per quanto riguarda la stessa leggibilità[1]), di “simulazione” scritta di parlato» (Calaresu 2005: 84). L’affermazione di Calaresu non è che una delle molte osservazioni che con- fermano l’emergere di un fenomeno che, per dimensioni e importanza, s’impone all’attenzione degli studiosi. Sebbene più voci...

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