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Le Lettere e le Arti

Due giornate in memoria di Daniela De Agostini

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Edited By Margareth Amatulli and Anna Bucarelli

Questo volume costituisce la testimonianza di un incontro organizzato dal Dipartimento di Studi Internazionali dell’Università di Urbino Carlo Bo in memoria di Daniela De Agostini, docente di Letteratura francese e proustiana di lunga data. Nell’ottica interdisciplinare e intertestuale che contraddistingue la sua stessa produzione scientifica, colleghi e amici fanno ritorno alle passioni della studiosa e agli autori da lei amati e frequentati. Due saggi teorici di natura estetica e filosofica incorniciano una serie di contributi su Proust, Balzac, Flaubert, Stendhal e Perec tracciando nuovi percorsi tra letteratura, arte e cinema.
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Coïncidences: tra le ‘paperoles’ di Daniela. Flaubert e la tentazione del nulla

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«Le piacerebbe averlo per un po’ di tempo, nella sua Galleria?», si sente dire un giorno, al telefono, Farida Simonetti, sovrintendente della Galleria Spinola, a Genova. È un collezionista che le parla al telefono; ovviamente lei pensa subito ad uno scherzo perché è la sua ossessione di tutta una vita quel sogno di riportare ‘il’ quadro a casa Balbi, ove era rimasto fin dal Seicento. Il quadro: ‘quel’ quadro sospirato, di cui stiamo parlando, è una celebre, anche se discussa, tela, attribuita a Pieter Breughel il Giovane (il nome Breughel, come si sa, si può trascrivere secondo varie grafie, e tutte legittime: Breugel, Bruegel, Breughel, Brueghel, e via dicendo). Dedicato al tema molto nordico ed insolitamente ‘sacro’ delle tentazioni di sant’Antonio. Non è soltanto il valore pittorico del quadro che lo rende importante, anche perché molti sostengono che sia d’un ottimo copista di Bosch, ma probabilmente non un Breughel autografo, come sostiene pure il grande esperto storico Max Friedländer, che lo riteneva di un imitatore e copista che viveva del legato di Pieter Breughel, ovvero il ‘secondo Bosch’, secondo Lampsonius. Pieter detto il Vecchio, per distinguerlo dal Giovane, soprannominato anche «degli Inferi», a causa della sua predilezione per i temi notturni e satanici (ed eccoli qui, infatti, farsi tentazione). E fratello al più decorativo Jan, il Vecchio, detto dei Velluti (o dei Fiori o del Paradiso) per la sua perizia nel dettagliare le materie. Ma importa il quadro soprattutto per la storia annosa della sua ricezione – perché proprio in quel palazzo...

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