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La luce nell’architettura sacra: spazio e orientazione nelle chiese del X–XII secolo - tra «Romandie» e Toscana

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Eva Spinazzè

L’autrice ha messo in luce un’antica tradizione sull’orientazione degli edifici sacri. In particolare ha studiato le architetture sacre dei secoli X–XII situate lungo la Via Francigena, da Romainmôtier al Sud della Toscana, seguendo le tappe dell’arcivescovo Sigerico che alla fine del X secolo percorse la via di pellegrinaggio da Roma a Canterbury. Sulla base delle testimonianze trovate nelle fonti e nei manoscritti medioevali di argomento astronomico e liturgico e attraverso rilievi topografici georeferenziati uniti a calcoli astronomici l’autrice ha evidenziato che la maggior parte dei sessantatré edifici sacri presi in considerazione sono allineati verso punti precisi sull’orizzonte versus solem orientem et versus solis occasum in giorni significativi dal punto di vista astronomico o religioso.
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1. Linee storiografiche

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1.   Linee storiografiche

1.1   Due secoli sui concetti dell’archeoastronomia

E’ opinione diffusa che le chiese siano orientate ad Est. In effetti, è difficile pensare che i costruttori medioevali, i quali per lo più avevano la possibilità di utilizzare spazi liberi, costruissero a caso gli edifici sacri loro commissionati. Spesso essi cercavano un punto preciso per l’orientazione delle loro architetture sacre, come ad esempio nei giorni in cui il Sole sorgeva o tramontava in determinate feste dedicate a Maria o nel giorno del santo a cui la chiesa veniva dedicata oppure nei giorni degli equinozi e dei solstizi, ma anche si considerava la morfologia del territorio oppure la centuriazione romana. Se si osserva che il Sole nel corso dell’anno sorge e tramonta in un punto diverso da un giorno all’altro, disegnando un ampio arco dal sorgere al tramontare, questo può spiegare perché, guardando una mappa, ciascuna chiesa abbia una propria orientazione. L’Oriente ha avuto sempre un significato capitale anche nel mondo antico. Già i primi Cristiani erano soliti pregare rivolgendosi verso Oriente, poiché di là era venuto Cristo, chiamato nella Sacra Scrittura proprio con il nome di Oriente47. E anche oggi nella liturgia è detto Oriens, splendor lucis aeternae, et sol justitiae.

Abbiamo notizie sicure sull’orientazione delle chiese costruite dopo la pace di Costantino (313, Editto di Milano) e da questa data di fondamentale importanza l’uso rituale dell’orientazione, con l’abside o con la facciata48, verso l’Oriente diventa corrente49. Già la parola in s...

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