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La luce nell’architettura sacra: spazio e orientazione nelle chiese del X–XII secolo - tra «Romandie» e Toscana

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Eva Spinazzè

L’autrice ha messo in luce un’antica tradizione sull’orientazione degli edifici sacri. In particolare ha studiato le architetture sacre dei secoli X–XII situate lungo la Via Francigena, da Romainmôtier al Sud della Toscana, seguendo le tappe dell’arcivescovo Sigerico che alla fine del X secolo percorse la via di pellegrinaggio da Roma a Canterbury. Sulla base delle testimonianze trovate nelle fonti e nei manoscritti medioevali di argomento astronomico e liturgico e attraverso rilievi topografici georeferenziati uniti a calcoli astronomici l’autrice ha evidenziato che la maggior parte dei sessantatré edifici sacri presi in considerazione sono allineati verso punti precisi sull’orizzonte versus solem orientem et versus solis occasum in giorni significativi dal punto di vista astronomico o religioso.
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2. Introduzione all’analisi storica, architettonica e archeoastronomica di architetture sacre

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2.   Introduzione all’analisi storica, architettonica e archeoastronomica di architetture sacre

“… come in tutti i campi così, in particolar modo in architettura sussistono questi due concetti: il ‘significato’ e il ‘significante’. Il ‘significato’ è l’obiettivo finale di cui si parla, mentre il ‘significante’ ne è la descrizione teorico-analitica su basi scientifiche. … Più di un sussidio gli è inoltre fornito dalla geometria che innanzitutto insegna l’uso della squadra e del compasso, strumenti di fondamentale utilità per poter agevolmente sviluppare in piano i progetti delle costruzioni, nonché tracciare angoli retti, livelli e parallele. Così pure le cognizioni di ottica consentono una corretta illuminazione degli edifici, a seconda della loro esposizione e della loro orientazione. … Dall’astronomia si conoscono i punti cardinali, le leggi celesti, gli equinozi, i solstizi, il corso degli astri, conoscenze senza le quali non è assolutamente possibile comprendere il funzionamento degli orologi”188.

La conoscenza del cielo, del moto del Sole e della Luna, delle costellazioni e dei pianeti è lo strumento tra i più importanti di cui un architetto deve disporre, come afferma Vitruvio all’inizio della sua opera De Architectura. E’ il cielo che permette di scandire l’anno nelle quattro stagioni, di misurare il tempo e di navigare, di eseguire operazioni topografiche che portano alle conoscenze geografiche, come testimoniano le vaste opere antiche, per esempio quelle dell’astronomo e geografo Tolomeo (II secolo), Almagesto e Geografia, come anche la Geografia di Strabone (I secolo a.C. – 23 d.C.), i trattati Chorographia e Cosmographia di Pomponio Mela (I secolo) e...

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