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La luce nell’architettura sacra: spazio e orientazione nelle chiese del X–XII secolo - tra «Romandie» e Toscana

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Eva Spinazzè

L’autrice ha messo in luce un’antica tradizione sull’orientazione degli edifici sacri. In particolare ha studiato le architetture sacre dei secoli X–XII situate lungo la Via Francigena, da Romainmôtier al Sud della Toscana, seguendo le tappe dell’arcivescovo Sigerico che alla fine del X secolo percorse la via di pellegrinaggio da Roma a Canterbury. Sulla base delle testimonianze trovate nelle fonti e nei manoscritti medioevali di argomento astronomico e liturgico e attraverso rilievi topografici georeferenziati uniti a calcoli astronomici l’autrice ha evidenziato che la maggior parte dei sessantatré edifici sacri presi in considerazione sono allineati verso punti precisi sull’orizzonte versus solem orientem et versus solis occasum in giorni significativi dal punto di vista astronomico o religioso.
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4. Il pensiero teologico e liturgico nella simbologia della luce

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4.   Il pensiero teologico e liturgico nella simbologia della luce

4.1   Il culto solare nell’Antichità e il rapporto con il Cristianesimo

Numerose fonti ci parlano del Sole, della Luna e di altri astri come di un’essenza reale e di un simbolo supremo di ciò che l’uomo antico amava e di ciò a cui mirava. Già i Sumeri, attorno al 2200 a.C. osservando il Sole, la Luna e i pianeti, svilupparono una conoscenza appropriata del movimento degli astri, da cui nacquero il calendario di dodici mesi e numerose preghiere cantate; la conoscenza e la pratica dell’astronomia fu applicata anche alle costruzioni sacre1905. I Fenici furono fra i primi popoli a considerare come divinità il Sole, la Luna e le stelle. Il vescovo Eusebio di Cesarea (c. 265–340) racconta nella sua opera Preparazione Evangelica che tutte le nazioni avevano adorato gli astri che si vedevano in cielo e quando c’era siccità i Fenici “levarono le loro mani al cielo verso il Sole”, poiché lo ritenevano il loro dio Beelsamen1906 e gli antichi Egiziani, osservando il cosmo e la natura dell’universo, vedevano nel Sole e nella Luna le loro due divinità Osiride e Iside1907. Ancora oggi, sul soffitto del tempio dell’Osireion ad Abydos risalente alla XIX dinastia (1303–1290 a.C.), sono visibili due bassorilievi scolpiti, raffiguranti il dio Osiris che con le braccia alzate sostiene la dea del cielo Nut (fig. 20) che simboleggia il firmamento e la madre degli astri: i geroglifici spiegano...

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