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La luce nell’architettura sacra: spazio e orientazione nelle chiese del X–XII secolo - tra «Romandie» e Toscana

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Eva Spinazzè

L’autrice ha messo in luce un’antica tradizione sull’orientazione degli edifici sacri. In particolare ha studiato le architetture sacre dei secoli X–XII situate lungo la Via Francigena, da Romainmôtier al Sud della Toscana, seguendo le tappe dell’arcivescovo Sigerico che alla fine del X secolo percorse la via di pellegrinaggio da Roma a Canterbury. Sulla base delle testimonianze trovate nelle fonti e nei manoscritti medioevali di argomento astronomico e liturgico e attraverso rilievi topografici georeferenziati uniti a calcoli astronomici l’autrice ha evidenziato che la maggior parte dei sessantatré edifici sacri presi in considerazione sono allineati verso punti precisi sull’orizzonte versus solem orientem et versus solis occasum in giorni significativi dal punto di vista astronomico o religioso.
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Prefazione Manuela Incerti, Università di Ferrara

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Prefazione Manuela Incerti Università di Ferrara

Nel rapporto tra Architettura e il Cielo è possibile individuare tre diversi problemi di progettazione.

La prima riguarda l’allineamento degli edifici con punti visibili sull’orizzonte che coincidono con il sorgere o il tramonto di un corpo celeste (sole, i pianeti, le stelle e la luna) in date particolari dell’anno astronomico o liturgico per edifici sacri.

Il secondo concerne il rapporto tra forma planimetrica e altimetrica. Sono oggi noti molti “effetti di luce”, spesso con caratteristiche di ierofania, che in precisi giorni dell’anno, venivano utilizzati per catturare l’attenzione dell’osservatore, per affascinare e stupire.

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