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Il lato oscuro delle parole

The Dark Side of Words

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Edited By Alessandra Calanchi, Gloria Cocchi and Antonio Comune

L’enigma, il gioco, il rompicapo hanno da sempre intrattenuto un rapporto intrigante e privilegiato con la lingua e la letteratura, ed infatti si ritrovano nel corso del tempo e nelle diverse nazioni e culture numerosi ed affascinanti esempi di contiguità e contaminazione reciproca. Questo volume contiene, pur con qualche aggiunta, gran parte dei lavori presentati nel convegno Il gioco, l’enigma, l’inganno nella linguistica e nella pratica letteraria, svoltosi a Urbino nei giorni 29–30 novembre 2012 all’interno della più ampia rassegna interdisciplinare Urbinoir, e ha come oggetto proprio l’interazione fra l’enigma, il gioco di parole e la componente ludica all’interno di discipline anche fra di loro assai eterogenee.
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Saluto

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Buon giorno a tutti anche da parte mia. Effettivamente sembra anche a me che una delle cose più belle di questo Urbinoir – di cui oggi inizia la terza edizione, che si intitola in inglese The Dark Side of Words, in cui io credo di vedere un’allusione ai Pink Floyd – una delle cose più belle, dicevo, credo sia il fatto che Urbinoir riesce a coniugare ormai da qualche anno intelligenza, competenza e divertimento. Questa mi pare essere la cifra di questa iniziativa.

Scorrendo il programma vedo che tra poco ascolteremo una relazione su Le Jeu de l’amour et du hasard di Marivaux, un’opera – lo dico da francesista – caratterizzata da una perfezione di tono che non viene mai smentita dalla prima battuta all’ultima. E’ importante il tono in letteratura: è come l’intonazione nella musica. Immaginiamoci un musicista che suonasse la musica più bella del mondo, ma non fosse intonato… E poi scorrendo vedo Athanasius Kircher… Se non sbaglio è quel gesuita che, quando gli chiesero come bisogna adorare Dio, rispose “Amore, more, ore, re” – con l’amore, con il comportamento, con la parola e con i fatti. Un bel gioco di parole, con l’eco.

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