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Il lato oscuro delle parole

The Dark Side of Words

Series:

Edited By Alessandra Calanchi, Gloria Cocchi and Antonio Comune

L’enigma, il gioco, il rompicapo hanno da sempre intrattenuto un rapporto intrigante e privilegiato con la lingua e la letteratura, ed infatti si ritrovano nel corso del tempo e nelle diverse nazioni e culture numerosi ed affascinanti esempi di contiguità e contaminazione reciproca. Questo volume contiene, pur con qualche aggiunta, gran parte dei lavori presentati nel convegno Il gioco, l’enigma, l’inganno nella linguistica e nella pratica letteraria, svoltosi a Urbino nei giorni 29–30 novembre 2012 all’interno della più ampia rassegna interdisciplinare Urbinoir, e ha come oggetto proprio l’interazione fra l’enigma, il gioco di parole e la componente ludica all’interno di discipline anche fra di loro assai eterogenee.
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Rosalind/Ganymede/Rosalind: travestimento, gioco, enigma in As You Like It di William Shakespeare19

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Roberta Mullini

Rosalind/Ganymede/Rosalind: travestimento, gioco, enigma in As You Like It di William Shakespeare

1. Introduzione

La situazione drammatica a partire dal secondo atto di As You Like It è chiara: le due protagoniste femminili – Rosalind e Celia, rispettivamente nipote e figlia del duca usurpatore (il duca cacciato è il padre di Rosalind) – sono fuggite nella foresta di Arden assieme al fool Touchstone, e la prima ha assunto un travestimento maschile, rinominandosi Ganymede, mentre Celia si fa chiamare Aliena. In Arden Rosalind incontra Orlando che, sin dal primo atto, il pubblico sa essere innamorato di lei1 e gli propone di curare il di lui mal d’amore – visto che si aggira anche lui per la foresta attaccando agli alberi versi d’amore per Rosalind, tanto ‘sgangherati’ che sia Rosalind che Touchstone ne faranno parodia. Per lui coniano una metafora medica, affermando che è affetto da «the quotidian of love» (III.ii.356), vale a dire un attacco di malaria amorosa, proponendogli una sorta di psicoterapia: Orlando si rivolgerà a Ganymede chiamandolo Rosalind e Rosalind/Ganymede ‘fingerà’ di esser la sua amata. Da questo punto, Rosalind, travestitasi da paggio per fuggire dallo zio usurpatore, ritorna a impersonare se stessa, in un complesso gioco di specchi sia retorico che diegetico, reso ancora più intricato dal fatto che, com’è noto, nel teatro elisabettiano non esistevano ← 19 | 20 → attrici e i ruoli femminili erano recitati da giovani attori (i boy actors). Vale a dire che, se – come la critica ha spesso sottolineato...

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