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Una catechesi sulla risurrezione dei morti

Analisi dei sermoni 361 e 362 di Agostino di Ippona

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Andrea Bizzozero

Cosa succede dopo la morte? Risorgeremo? In che modo? Quale sarà la condizione dei risorti? Nella catechesi che Agostino di Ippona sviluppa nei sermoni 361 e 362 cerca di rispondere a queste domande. L’articolazione dei due discorsi rivela la fatica dei cristiani a credere nella risurrezione e l’impegno del vescovo di Ippona a formare adeguatamente i suoi ascoltatori. Agostino offre una presentazione esaustiva e organica delle ragioni che fondano la fede nella risurrezione anche contro le obiezioni di quanti negano la risurrezione o affermano solo una risurrezione spirituale escludendo il corpo. Lo studio analizza la struttura argomentativa e teologica della catechesi con particolare attenzione ai fondamenti scritturistici proposti da Agostino.
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Capitolo 3 Sermone 362

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Sermone 362

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Il discorso 362170 rappresenta la seconda tavola del dittico dedicato alla risurrezione dei morti. In questa sezione Agostino indaga le Scritture per comprendere come sarà la condizione dei risorti171. Si possono individuare due aspetti particolarmente importanti nel discorso. Il primo risponde a due domande previe: se e come è possibile parlare della risurrezione dei corpi. Il secondo fa riferimento a quella che sarà la condizione dei risorti e alla qualità dei loro corpi: il problema è posto da quanti, pur affermando una risurrezione spirituale o dell’anima, negano che ci sia anche una risurrezione dei corpi172.

Il discorso è inscritto in una cornice ben definita: l’invito a pregare. All’inizio Agostino si rivolge ai suoi ascoltatori con un’esortazione: «preghiamo insieme con pio slancio del cuore il Signore perché io possa assolvere in modo conveniente il mio debito e sia a voi salutare ascoltarmi»173. ← 71 | 72 → Al termine, ritorna l’invito alla preghiera con queste parole: «Rivolti a Dio, preghiamolo per noi e per tutto il suo popolo che con noi è presente negli atri della sua casa: gli chiediamo che si degni di custodirlo e proteggerlo per Gesù Cristo suo Figlio e nostro Signore che con lui vive e regna nei secoli dei secoli. Amen»174. La preghiera esprime la dimensione della relazione con Dio che permette di affacciarsi sul suo mistero: la domanda nella preghiera rivela la consapevolezza che di Dio non si può conoscere se non quanto egli stesso voglia mostrare di sé. Ma è anche domanda e invocazione: per conoscere qualcosa del...

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