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La lingua italiana dal Risorgimento a oggi- Das Italienische nach 1861

Unità nazionale e storia linguistica- Nationale Einigung und italienische Sprachgeschichte

Series:

Elmar Schafroth and Maria Selig

La ricorrenza del centocinquantesimo anno dalla fondazione dello Stato italiano offre spunto per andare alla ricerca dei processi storico-linguistici che si compirono o furono avviati con l’Unità d’Italia. Oggetto del volume sono le unità d’Italia, ossia le molteplici identità che contraddistinguono la società e la lingua italiane. Gli articoli ci mostrano che numerose identità linguistiche e culturali rispettano i confini nazionali codificati – o hanno addirittura contribuito a crearli – mentre altre li superano oppure si sviluppano in contesti regionali limitati. Questa dinamica complessa è presente tuttora, a distanza di 150 anni dall’unificazione politica.
Der 150. Jahrestag der Gründung des italienischen Staates ist ein Anlass, den sprachgeschichtlichen Prozessen nachzuspüren, die durch die politische Einigung Italiens vollendet oder angestoßen wurden. Le unità d’Italia, die vielfältigen Identitäten, die die italienische Gesellschaft und die italienische Sprache prägen, sind der Gegenstand dieses Bandes. Die Beiträge zeigen, dass zahlreiche sprachliche und kulturelle Identitäten die nationalen Grenzziehungen respektieren, ja mit geschaffen haben, andere aber über diese Grenzen hinausgehen oder sich in begrenzteren regionalen Bezügen entwickeln. Diese vielfältige Dynamik ist auch 150 Jahre nach der politischen Einigung immer noch lebendig.
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Fedeltà linguistica nel programma manzoniano: teoria e prassi: Francesca Santulli

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Le riflessioni di Manzoni sulle prospettive dell’evoluzione linguistica e sulle politiche ad esse più funzionali sono state al centro del dibattito sulla questione della lingua, sia nella dimensione letteraria sia in quella più genericamente sociale, spesso riduttivamente inquadrate nella contrapposizione tra una posizione illuministico-razionalista e una storicistico-empiristica (tradizionalmente attribuita ad Ascoli). Obiettivo di questo intervento non è ritornare su quei temi, ma piuttosto riconsiderare il programma manzoniano alla luce degli sviluppi successivi della ricerca linguistica e dell’elaborazione metodologica propria delle applicazioni novecentesche in campo psico- e soprattutto sociolinguistico. Tale operazione ex post potrà contribuire ad inquadrare le osservazioni manzoniane e coglierne da un lato la lucidità nella considerazione delle questioni teoriche soggiacenti e dall’altro l’utopia delle proposte applicative che tuttavia, paradossalmente ed ovviamente epurate di alcuni aspetti, si sono rivelate portatrici di esigenze valide e realizzate in ampia misura nella prassi. Il discorso tuttavia risulterebbe incompleto e parziale se non si considerasse anche la prassi scrittoria, il lavoro infinito del romanziere che nella concreta manifestazione linguistica mostra il risultato delle proprie ambiziose intenzioni, prima ancora che nel programma teorico e nell’impegno politico finalizzato alla sua realizzazione.

Partiremo dunque dal concetto di fedeltà linguistica (language loyalty), proposto sistematicamente da Weinreich in relazione al contatto linguistico e alle problematiche dell’interferenza e della sostituzione di lingua, per verificarne la presenza, e la peculiare interpretazione, nel programma ← 79 | 80 → linguistico manzoniano; in questa stessa prospettiva sarà opportuno riflettere sui termini generali della questione (lingua e dialetto, in primo luogo), considerando come essi sono...

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