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La lingua italiana dal Risorgimento a oggi- Das Italienische nach 1861

Unità nazionale e storia linguistica- Nationale Einigung und italienische Sprachgeschichte

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Elmar Schafroth and Maria Selig

La ricorrenza del centocinquantesimo anno dalla fondazione dello Stato italiano offre spunto per andare alla ricerca dei processi storico-linguistici che si compirono o furono avviati con l’Unità d’Italia. Oggetto del volume sono le unità d’Italia, ossia le molteplici identità che contraddistinguono la società e la lingua italiane. Gli articoli ci mostrano che numerose identità linguistiche e culturali rispettano i confini nazionali codificati – o hanno addirittura contribuito a crearli – mentre altre li superano oppure si sviluppano in contesti regionali limitati. Questa dinamica complessa è presente tuttora, a distanza di 150 anni dall’unificazione politica.
Der 150. Jahrestag der Gründung des italienischen Staates ist ein Anlass, den sprachgeschichtlichen Prozessen nachzuspüren, die durch die politische Einigung Italiens vollendet oder angestoßen wurden. Le unità d’Italia, die vielfältigen Identitäten, die die italienische Gesellschaft und die italienische Sprache prägen, sind der Gegenstand dieses Bandes. Die Beiträge zeigen, dass zahlreiche sprachliche und kulturelle Identitäten die nationalen Grenzziehungen respektieren, ja mit geschaffen haben, andere aber über diese Grenzen hinausgehen oder sich in begrenzteren regionalen Bezügen entwickeln. Diese vielfältige Dynamik ist auch 150 Jahre nach der politischen Einigung immer noch lebendig.
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Che cosa è cambiato nella lessicografia italiana con l’unità d’Italia: Claudio Marazzini

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L’Italia vanta un’eccellente tradizione lessicografica, con un primato largamente riconosciuto sul piano storico, in riferimento alla realizzazione nel sec. XVII del Vocabolario degli Accademici della Crusca, prima grande raccolta lessicale di una lingua europea, organizzata in forma complessa, con definizioni, esempi, accezioni e sotto-accezioni, forme proverbiali. Questa antica tradizione non si è perduta nei tempi moderni. In particolare, colpisce la vitalità del settore lessicografico nella seconda metà del Novecento. Basterà ricordare, a questo proposito, l’imponente realizzazione del Grande dizionario della lingua italiana comunemente noto dal nome del suo primo direttore, quindi citato di solito come il Battaglia (1961–2002, in ben 21 volumi, senza contare le appendici che si sono aggiunte al primitivo corpo). Il Battaglia ha un aspetto talmente monumentale da attirare da solo tutta la nostra ammirata attenzione, ma potremmo menzionare, tra le grandi opere da collocare con onore in questo ambito, altri grandi lessici, quello di Aldo Duro uscito presso la Treccani, cioè il Vocabolario della lingua italiana noto con l’acronimo di VOLIT, o quello che Tullio De Mauro ha diretto per la casa editrice torinese Utet, intitolato Grande dizionario italiano dell’uso, noto con l’acronimo di GRADIT (1999). Anche quest’ultimo vocabolario è stato dunque stampato presso la Utet, proprio come il Battaglia, proseguendo una tradizione inaugurata molto tempo prima dalla casa editrice torinese antenata della Utet, da cui la Utet stessa discende, cioè la casa editrice Pomba. La casa Pomba, nella seconda metà dell’Ottocento, aveva avuto il merito di realizzare il notissimo vocabolario che va sotto il nome di...

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