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La lingua italiana dal Risorgimento a oggi- Das Italienische nach 1861

Unità nazionale e storia linguistica- Nationale Einigung und italienische Sprachgeschichte

Series:

Elmar Schafroth and Maria Selig

La ricorrenza del centocinquantesimo anno dalla fondazione dello Stato italiano offre spunto per andare alla ricerca dei processi storico-linguistici che si compirono o furono avviati con l’Unità d’Italia. Oggetto del volume sono le unità d’Italia, ossia le molteplici identità che contraddistinguono la società e la lingua italiane. Gli articoli ci mostrano che numerose identità linguistiche e culturali rispettano i confini nazionali codificati – o hanno addirittura contribuito a crearli – mentre altre li superano oppure si sviluppano in contesti regionali limitati. Questa dinamica complessa è presente tuttora, a distanza di 150 anni dall’unificazione politica.
Der 150. Jahrestag der Gründung des italienischen Staates ist ein Anlass, den sprachgeschichtlichen Prozessen nachzuspüren, die durch die politische Einigung Italiens vollendet oder angestoßen wurden. Le unità d’Italia, die vielfältigen Identitäten, die die italienische Gesellschaft und die italienische Sprache prägen, sind der Gegenstand dieses Bandes. Die Beiträge zeigen, dass zahlreiche sprachliche und kulturelle Identitäten die nationalen Grenzziehungen respektieren, ja mit geschaffen haben, andere aber über diese Grenzen hinausgehen oder sich in begrenzteren regionalen Bezügen entwickeln. Diese vielfältige Dynamik ist auch 150 Jahre nach der politischen Einigung immer noch lebendig.
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Plurilinguismo e letteratura: una prospettiva di Analisi del Discorso: Donella Antelmi

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È oramai acquisito che il termine plurilinguismo può riferirsi sia alla compresenza di codici che hanno tra loro uno scarto sensibile (due lingue diverse), sia alla coesistenza di varietà di forme all’interno di un medesimo sistema linguistico (langue).

Entrambe le possibilità vengono sfruttate in ambito letterario: nei testi della nostra tradizione il plurilinguismo serve a realizzare effetti specifici: dalla funzione realistica di Dante o Levi, alla funzione retorica di Manzoni (Bisanti 2006), all’espressionismo radicale di alcuni scrittori moderni che recuperano ostentatamente il dialetto (De Mauro (ed.) 2007, La Porta 1995, Marazzini 2006). In questo ultimo caso, che ci è contemporaneo, l’avvenuta italianizzazione dei parlanti ha, da un lato, portato all’abbandono del dialetto come mezzo di resa realistica tipico della letteratura fino agli anni Sessanta, ma dall’altro, al suo recupero in funzione espressiva ed affettiva, un «segnale di familiarità […] nell’uso di persone che dominano bene la norma dell’italiano» (Antonelli 2006: 98; cfr. anche Coletti 1989, 2005).

Nella letteratura attuale Antonelli 2006 ravvisa una «democraticizzazione» della lingua, che può venire descritta attraverso una serie di tratti: italiano medio, morfosintassi del parlato, rapidità e brevità dei periodi, paratassi, e, più recentemente, oralità e mescolanza di codici (linguaggio giovanile, cinematografico, fumetto, cronaca). Una lingua «cocktail» in cui i codici e sottocodici della nostra esperienza quotidiana si intrecciano con le tradizioni passate, dando luogo ad un melting pot linguistico. Un plurilinguismo, in questo caso, che va al di là delle maglie, già lasche, di una definizione «variazionista» del fenomeno (in chiave diato ← 233...

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