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Kinder- und Jugendliteratur der Romania

Impulse für ein neues romanistisches Forschungsfeld

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Ludger Scherer and Roland Ißler

Die Kinder- und Jugendliteratur der romanischen Länder ist, obwohl seit langem international erfolgreich, in der deutschsprachigen Romanistik bislang noch nicht als systematisches Forschungsfeld etabliert. Dieser Band, der auf eine Sektion des Romanistentags 2013 zurückgeht, gibt nun Impulse für eine romanistische Kinder- und Jugendliteraturforschung. 20 Beiträge behandeln exemplarisch französische und frankophone, italienische, spanische und lateinamerikanische (auch brasilianische) Werke. Die hier angesprochenen fundamentalen literarhistorischen und theoretischen Fragestellungen der Kinder- und Jugendliteraturforschung sind zudem interdisziplinär für praxisnahe universitäre und schulische Bildung und Lehre relevant.
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Pino Boero Nel buio della sala. Letteratura per l'infanzia e cinema in Italia

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Era pomeriggio inoltrato, quando, ragazzo, uscivo dal buio della sala cinematografica: la residua luce del giorno mi faceva una strana impressione, sanciva il mio ritorno alla „normalità“ della periferia operaia; gli occhi erano arrossati per le lunghe ore passate a fissare lo schermo e per il fumo delle sigarette che, investito dal fascio di luce della proiezione, acquistava parvenza di nebbia leggera e colorata. Il sabato o la domenica in un caos inimmaginabile si aspettava l’orario di apertura della biglietteria: si proiettavano due film a prezzi popolari e chi entrava non aveva problemi a restare quattro ore inchiodato alle sgangherate poltrone: non si badava troppo al fatto che poco distante all’albo della parrocchia fosse appeso il foglietto con indicazioni severe sui film che andavamo a vedere, anzi leggere „sconsigliabile“, „adulti“, „adulti con riserva“ conferiva all’avventura pomeridiana un motivo di fascino in più e non fu senza delusione che, nel 1970, giovane supplente, trovai proposto ai bambini come film a scuola Marisol la piccola madrilena (1960), pellicola retorica oltre ogni limite, e presi maggiore consapevolezza che la scuola – ove non esistano procedimenti culturali di alto livello – finisce sempre per restare legata a codici „antichi“, a vocazioni di profitto didattico, a rifiuti della ludicità.

Oggi le multisale con la loro geometrica precisione degli ingressi e delle uscite, la loro impersonale, algida collocazione all’interno di infernali gironi commerciali degni dell’universo di Truman Show, paiono un prolungamento della solitudine degli spazi televisivi, una regressione emotiva, un’involuzione dal punto di vista della socializzazione....

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