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Rifondare la letteratura nazionale per un pubblico europeo

Da un’idea di Giuseppe Mazzini

Alexandra Vranceanu and Angelo Pagliardini

Si propone una discussione sulle figure, note e meno note, di scrittori e critici che hanno voluto forgiare il concetto di letteratura europea. Partendo da alcune affermazioni di Giuseppe Mazzini, nel saggio D'una letteratura europea, si allarga la discussione oltre la letteratura italiana, proponendo una «galerie de portraits» di letterati che hanno argomentato la necessità di aprire le porte della letteratura nazionale nella prospettiva della creazione di una letteratura europea. Non si tratta di commentare i testi o gli autori canonici della letteratura europea, ma di presentare discorsi di scrittori che, pur comprendendo il carattere utopistico della letteratura europea, hanno sottolineato la preoccupazione di trovare una maniera conveniente per definirla, valorizzarla e accelerarla.
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Le origini delle eresie dualiste nell’Europa medioevale: Francesco Zambon

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Le origini delle eresie dualiste nell’Europa medioevale

Francesco Zambon (Università di Trento)

Le prime manifestazioni di dissidenza religiosa che presentino una netta impronta dualistica – anteriori di oltre un secolo alle più antiche attestazioni sicure del catarismo – vanno senza dubbio collocate nel contesto di quel vasto e profondo rinnovamento spirituale che caratterizzò l’Europa cristiana dopo l’anno Mille. Preparato e avviato dall’Ordine di Cluny, tale rinnovamento culminò nella cosiddetta riforma gregoriana, con la quale la Chiesa cercò di combattere i costumi corrotti del clero e di affermare la propria totale libertas dal potere laico. Tema dominante di questo movimento religioso fu il ritorno alla dottrina del Vangelo e al modello della vita apostolica, dai quali il clero sembrava essersi alquanto allontanato soprattutto a causa della simonia e del concubinato. Questo ideale di purezza evangelica costituisce anche il nucleo spirituale delle forme di dissidenza del secolo XI delle quali ci è rimasta testimonianza e che la Chiesa condannò come «eresie»: esse sono generalmente contraddistinte dal richiamo agli insegnamenti di Cristo, all’esempio degli apostoli, ai riti della Chiesa primitiva. Sotto tale aspetto appare ancora pienamente valido il giudizio di Raffaello Morghen: «Il sorgere delle prime eresie dualistiche ed evangeliche del Medioevo trova […] la sua naturale spiegazione in quel vasto movimento di coscienze che, proprio ai primi del secolo XI, contraddistinse l’inizio della grande lotta per la riforma ab imis fundamentis di tutta la vita religiosa, politica, sociale» (Morghen 1978, 241). Ma, a differenza dei riformatori ecclesiastici, i seguaci dei movimenti in...

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