Show Less
Restricted access

Dall’architettura della lingua italiana all’architettura linguistica dell’Italia

Saggi in omaggio a Heidi Siller-Runggaldier

Edited By Paul Danler and Christine Konecny

Il presente volume in omaggio a Heidi Siller-Runggaldier, professoressa di linguistica italiana dell’Università di Innsbruck (Austria), comprende più di 40 saggi incentrati sull’architettura in senso linguistico: dopo la prima sezione sull’ architettura della lingua italiana ovvero sull’insieme delle sue variazioni a livello diacronico, diatopico, diastratico, diafasico e diamesico, segue una seconda sezione i cui contributi riguardano l’ architettura linguistica dell’Italia, ovvero la situazione linguistica in Italia e le diverse lingue minoritarie parlate sul territorio italiano (per esempio il ladino, il friulano, il sardo, il cimbro). In fondo al volume vi è una terza ed ultima sezione intitolata L’italiano nel mondo, che contiene fra l’altro contributi sull’italiano quale lingua soggetta a fenomeni linguistici panromanzi, paneuropei e internazionali.
Show Summary Details
Restricted access

Settecento anni fa non si diceva così. L’espressione della distanza temporale nel passato in italiano antico e moderno

Extract



PAOLA BENINCÀ / LAURA VANELLI (PADOVA)

1. L’espressione della distanza temporale in italiano moderno

In italiano moderno (= it. m.), se si vuole indicare la distanza temporale che intercorre tra un evento e un determinato punto posto anteriormente sull’asse del tempo, si utilizzano due espressioni parzialmente diverse: in entrambe è presente un termine temporale quantificato che indica la distanza temporale, seguito però o da fa o da prima. Ad es. tre giorni fa / prima, due mesi fa / prima, mezz’ora fa / prima,1 ecc.). La differenza nell’impiego di fa o prima non riguarda il significato intrinseco dell’espressione temporale, ma dipende dal momento di riferimento temporale rispetto a cui si misura la distanza. Se il momento di riferimento coincide con il momento dell’enunciazione della frase (= ME), si usa fa, se invece il momento di riferimento è diverso dal ME e coincide con un momento temporale ricostruibile a partire dal contesto linguistico, si usa prima. Esempi:

(1a)  Sergio è arrivato a Parigi il 13 giugno. Io invece una settimana fa.

You are not authenticated to view the full text of this chapter or article.

This site requires a subscription or purchase to access the full text of books or journals.

Do you have any questions? Contact us.

Or login to access all content.