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Dall’architettura della lingua italiana all’architettura linguistica dell’Italia

Saggi in omaggio a Heidi Siller-Runggaldier

Edited By Paul Danler and Christine Konecny

Il presente volume in omaggio a Heidi Siller-Runggaldier, professoressa di linguistica italiana dell’Università di Innsbruck (Austria), comprende più di 40 saggi incentrati sull’architettura in senso linguistico: dopo la prima sezione sull’ architettura della lingua italiana ovvero sull’insieme delle sue variazioni a livello diacronico, diatopico, diastratico, diafasico e diamesico, segue una seconda sezione i cui contributi riguardano l’ architettura linguistica dell’Italia, ovvero la situazione linguistica in Italia e le diverse lingue minoritarie parlate sul territorio italiano (per esempio il ladino, il friulano, il sardo, il cimbro). In fondo al volume vi è una terza ed ultima sezione intitolata L’italiano nel mondo, che contiene fra l’altro contributi sull’italiano quale lingua soggetta a fenomeni linguistici panromanzi, paneuropei e internazionali.
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L’architettura della lingua italiana: considerazioni cognitive sulla struttura portante sì come colui che nel Decameron

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DANIELA PIRAZZINI (BONN)

La grande introduzione dell’OVI (= Opera del Vocabolario Italiano) ci consente ora di collocare puntualmente le strutture sintattiche della lingua volgare alle sue origini e di scoprire così le prime fondamenta dell’edificio dell’italiano. Studiando l’architettura di una lingua alle sue origini, ci s’imbatte talvolta in connettori sintattici la cui interpretazione semantica è per noi oggi contrastante, ossia permette informazioni diverse sulla funzione del contenuto semantico della proposizione che segue. Uno di questi connettori “contrastanti” è la sequenza sì come colui che, utilizzato spesso nel fiorentino del Duecento e attestato ben 46 volte nel Decameron del Boccaccio, il quale introduce di regola una proposizione subordinata. Nel secolo passato alcuni storici della lingua italiana lo hanno interpretato – come vedremo dettagliatamente in seguito – quale introduttore di una proposizione con funzione causale, mentre altri hanno sostenuto la tesi che si tratti piuttosto di un costrutto atto ad introdurre un paragone. In studi recenti si dice che entrambe le interpretazioni sono plausibili (cf. Mazzoleni 2006). L’in­teresse di ritornare su questa disputa, ancor’oggi aperta, è motivato dall’in­tenzione di voler analizzare gli esempi applicando i metodi della semantica cognitiva, cercando così di stabilire, se essi permettano una lettura più accurata atta a risolvere la quaestio di fondo, ossia se si tratti nel caso di sì come colui che di una congiunzione causale o di un introduttore analogico. La teoria della semantica cognitiva ipotizza che i sensi delle parole siano rappresentati mentalmente come espressioni di un più ricco ed astratto linguaggio del pensiero...

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