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Dall’architettura della lingua italiana all’architettura linguistica dell’Italia

Saggi in omaggio a Heidi Siller-Runggaldier

Edited By Paul Danler and Christine Konecny

Il presente volume in omaggio a Heidi Siller-Runggaldier, professoressa di linguistica italiana dell’Università di Innsbruck (Austria), comprende più di 40 saggi incentrati sull’architettura in senso linguistico: dopo la prima sezione sull’ architettura della lingua italiana ovvero sull’insieme delle sue variazioni a livello diacronico, diatopico, diastratico, diafasico e diamesico, segue una seconda sezione i cui contributi riguardano l’ architettura linguistica dell’Italia, ovvero la situazione linguistica in Italia e le diverse lingue minoritarie parlate sul territorio italiano (per esempio il ladino, il friulano, il sardo, il cimbro). In fondo al volume vi è una terza ed ultima sezione intitolata L’italiano nel mondo, che contiene fra l’altro contributi sull’italiano quale lingua soggetta a fenomeni linguistici panromanzi, paneuropei e internazionali.
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Salienza, frequenza e cambio linguistico percepito

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GERALD BERNHARD (BOCHUM)

1. Ricordi lessicali

A una certa età, dopo parecchi anni di vita, anche professionale, si sveglia la ‘diacronia interiore’, ossia la percezione della variazione diacronica di molti fenomeni, circostanze quotidiane e no, e, per noi linguisti, del cambio linguistico vissuto attraverso la memoria. Tale memoria ha trasformato, nel corso degli anni, alcuni atti percettivi (auditivi) nella rappresentazione del sapere. Nelle prossime pagine vorrei servirmi di tre esempi per indagare la questione di differenti processi percettivi e dei loro diversi risultati linguistici. Durante i miei ‘anni bavaresi’ a Regensburg / Ratisbona, negli anni Novanta, spesso si parlava della progredita diffusione di ‘prussianismi’ quali lecker ‘delizioso, gustoso, saporito’ o tschüs ‘ciao, arrivederci’, allora percepiti come malaproprismi nell’ambito dialettale-regionale del bavarese (in Germania).1 Ben vent’anni dopo tali discussioni, si può dire che i summenzionati lessemi allora ‘salienti’ sono entrati nel panorama di neo-lessemi normali anche nel sud-est della Germania, e che hanno perso gran parte della loro salienza nella percezione linguistica di molti bavaresi. La loro crescente frequenza nell’uso quotidiano, anche nei media, ha, per così dire, vinto. La percezione di parlate bavaresi di oggi offre uno stimolo bottom-up almeno – o, se consideriamo anche lecker, due – nel lessico regionale o persino basilettale. Ricordando ed interpretando tali processi storici, si potrebbe pensare a due antagonisti nella percezione di cambi linguistici: salienza e frequenza.

2. Percezioni attuali

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