Show Less
Restricted access

Dall’architettura della lingua italiana all’architettura linguistica dell’Italia

Saggi in omaggio a Heidi Siller-Runggaldier

Edited By Paul Danler and Christine Konecny

Il presente volume in omaggio a Heidi Siller-Runggaldier, professoressa di linguistica italiana dell’Università di Innsbruck (Austria), comprende più di 40 saggi incentrati sull’architettura in senso linguistico: dopo la prima sezione sull’ architettura della lingua italiana ovvero sull’insieme delle sue variazioni a livello diacronico, diatopico, diastratico, diafasico e diamesico, segue una seconda sezione i cui contributi riguardano l’ architettura linguistica dell’Italia, ovvero la situazione linguistica in Italia e le diverse lingue minoritarie parlate sul territorio italiano (per esempio il ladino, il friulano, il sardo, il cimbro). In fondo al volume vi è una terza ed ultima sezione intitolata L’italiano nel mondo, che contiene fra l’altro contributi sull’italiano quale lingua soggetta a fenomeni linguistici panromanzi, paneuropei e internazionali.
Show Summary Details
Restricted access

Il linguaggio politico sotto il profilo morfosintattico: il discorso del Duce revisited

Extract



PAUL DANLER (INNSBRUCK)

1. La questione del linguaggio politico

Quando si parla di linguaggio politico si presuppone implicitamente la sua esistenza. Tuttavia, è effettivamente già la mera esistenza di un linguaggio politico come varietà funzionale che viene messa in dubbio. Secondo Beccaria (1973, 22) il fenomeno del linguaggio socio-politico “non è né un linguaggio speciale, né un linguaggio tecnico […]. Risulta piuttosto dalla confluenza dei [sic!] elementi eterogenei che provengono da modelli diversi […] e da nomenclature diverse.” Berruto (1974, 68ss.) distingue fra “due tipi di varietà funzionali-contestuali: i sottocodici e i registri”. I primi dispongono di un lessico speciale mentre i secondi non ce l’hanno. Per questo motivo qualsiasi sotto­codice1 è difficile da capire per un non-specialista. Non sono, comunque, solo i lessemi speciali e individuali che caratterizzano i linguaggi speciali. Dardano evidenzia già negli anni ’70 la presenza tipica di determinate strutture morfo-lessicali che vanno al di là dei semplici lessemi in diverse varietà funzionali (cf. Dardano 1973), come il linguaggio della stampa, ad esempio i costrutti con verbo supporto o anche le perifrasi attenuanti. Queste strutture morfo-lessicali, rilevate da Dardano, sono anche forme che caratterizzano l’uso della lingua nell’ambito politico. La distinzione basilare fra le diverse varietà funzionali è, secondo Sobrero (21996, 239), quella “fra lingue specialistiche e lingue settoriali”. Le prime, sempre secondo Sobrero, hanno un lessico specifico di cui le seconde, invece, non dispongono.2 Partendo più tardi non più dai concreti tratti linguistici bensì dall’ambito d’uso della lingua, Sobrero / Maglietta (2006, 137) distinguono...

You are not authenticated to view the full text of this chapter or article.

This site requires a subscription or purchase to access the full text of books or journals.

Do you have any questions? Contact us.

Or login to access all content.